Canale di Suez: l’Egitto progetta un ampliamento

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Il progetto per il nuovo canale di Suez verrà realizzato per supplire ai danni provocati dalla crisi economica. Per L’Egitto si tratta di un’ottima fonte di guadagno.

Il progetto è stato reso noto ieri dai principali canali d’informazione internazionali. L’Egitto sta panificando di procedere ad un parziale raddoppiamento del canale di Suez per poter implementare i profitti derivanti dalle transazioni economiche che avvengono nella zona.
Il canale di Suez, costruito 145anni fa, è lungo 163 km e rappresenta una delle principali via commerciali per gli scambi tra Europa e Asia. Il nuovo canale sarà invece lungo “solo” 72 km, e correrà parallelo a quello già esistente. Attualmente, i profitti derivanti dal traffico mercantili superano di poco i 5 miliardi di dollari; con il progetto ora al vaglio del governo egiziano potranno aumentare a 13 miliardi, nei prossimi anni.
“Si tratterebbe di un boom economico”, ha dichiarato la portavoce della Camera di Commercio del Cairo.
Un boom economico che l’Egitto desidera da tempo: a partire dal 2011, infatti, si sono registrate pesanti perdite dovute alla crisi economica mondiale. Per l’Egitto, esse hanno colpito soprattutto il settore turistico, ed hanno inoltre comportato una perdita di investimenti da parte delle aziende straniere.
Ma sul progetto economico si sono già levate la lunghe ombre dello scetticismo. Secondo alcune fonti riportate da Reuters, l’Egitto avrebbe infatti in mente, accanto all’ampliamento del canale, un piano per l’installazione di infrastrutture militari. Tale piano interesserebbe un’area di circa 72 000 km quadrati; a gennaio sarebbero stati convocati dal governo del Cairo 14 consorzi per discutere il progetto. La decisione sarebbe il risultato degli attacchi subiti dall’Egitto negli ultimi anni, e rappresenterebbe, secondo alcuni osservatori, la concretizzazione di una strategia difensiva. L’ultima aggressione, il 20 luglio scorso, è stata a danno di 21 guardie egiziane, al confine con la Libia.
Per ora, tuttavia, l’attenzione internazionale rimane concentrata in attesa di ulteriori dichiarazioni di Mohab Mamish, presidente della Suez Canal Authority.

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