Caso Julen: si indaga per omicidio colposo

L'indagine stabilirà la responsabilità degli indagati ,determinando il loro grado di responsabilità nella vicenda. Nell'articolo, il video fornito dalla Guardia Civile, dell'operazione mineraria per il salvataggio del piccolo Julen.

L’inchiesta per Julen

La Guardia Civile indaga ora, su richiesta della Corte di Istruzione numero 9 di Malaga, sulle circostanze che hanno reso possibile la caduta del piccolo Julen nel pozzo di Totalán.

Mentre prima, l’obbiettivo principale era quello di recuperare il bambino, ora gli sforzi della Guardia Civile sono totalmente focalizzati sulla determinazione del grado di responsabilità nella vicenda, sia del proprietario della fattoria che ospitava quella tragica domenica la famiglia di Julen, che del costruttore del pozzo Antonio Sanchez.

L’indagine stabilirà la responsabilità di entrambi gli indagati, attraverso le loro testimonianze e la raccolta di prove, atte a verificare se gli uomini erano consapevoli che il pozzo era aperto, mettendo così a rischio l’integrità di Julen e delle altre persone che frequentavano la zona. Si indagherà inoltre sulle diverse irregolarità che potrebbero essersi verificate durante la costruzione e nel successivo mantenimento del pozzo illegale.

Negligenza fatale

La giudice incaricata dell’inchiesta, Maria Elena Sancho , ha già in suo possesso un rapporto dettagliato del Servizio di protezione della natura ( Seprona ) della Guardia Civile, e i rapporti della Polizia giudiziaria di Vélez-Málaga. Nel rapporto è dimostrato che i lavori svolti nei giorni prima del tragico evento, non erano stati autorizzati da parte della Giunta di Andalusia della città di Totalàn.

Gli agenti della Guardia Civile, hanno anche confermato la negligenza del proprietario della fattoria, nel non aver preso le misure necessarie ad evitare l’incidente fatale. Tuttavia, questa ipotesi e altre saranno determinate dal giudice dopo aver concluso tutte le indagini.Per questa serie di motivi, l’indagine prosegue per omicidio colposo.

Il video delle operazioni minerarie finali, per il recupero del piccolo Julen:

Responsabilità penale

Decise di organizzare una paella di famiglia con i bambini, senza usare misure di sicurezza né, segnaletica per impedire a qualcuno di cadere. Ha convocato la sua famiglia in un’area di lavori illegali senza alcuna sicurezza, a pochi metri dal fossato dove si trovava il pozzo” spiega un agente della Guardia Civile.

Per quanto riguarda invece il grado di responsabilità penale del costruttore del pozzo, gli investigatori hanno più dubbi: l’uomo avrebbe dovuto sigillare il foro ermeticamente e chiedere i permessi , ma non è responsabile come il proprietario, che ha indetto dei lavori per spostare il masso che chiudeva la prospezione nel terreno.

L’allarme dei pozzi illegali

Il pozzo di Totalàn è solo uno dei molti pozzi illegali presenti sul territorio spagnolo. Secondo quanto riporta il sito lasexta.com, potrebbero arrivare a un milione.  Pare che procedere con uno scavo importante senza essere in possesso della documentazione necessaria, in Spagna sia una prassi ben conosciuta.

Il dramma dei pozzi illegali : Julen come Alfredino Rampi

Proprio nella giornata di ieri ha parlato anche la mamma di Alfredino Rampi, la signora Franca, che da anni porta avanti la battaglia per la prevenzione di fatti del genere: «Sì, la cultura della prevenzione: far capire che i pozzi devono esser chiusi . Anche in Spagna, avranno delle leggi, noi ci siamo battuti per averle, ma se i cittadini in un terreno privato fanno come gli pare, occorre insistere sulla prevenzione, se le persone continuano a fare come pare a loro si rievoca il mio personale dramma, nonostante tutte le iniziative portate avanti”.

di Monica Ellini

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