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Citisina la terapia naturale per smettere di fumare: cosa é?

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Il fumo é una grave piaga mondiale, diversi sono gli studi che hanno evidenziato la correlazione tra fumo e cancro, ma non solo le malattie provocate dall’inflazione del fumo sono anche quelle cardiovascolari e polmonari.

Sara Trussardo, farmacologa dell’Istituto Tumori di Milano, ha ricevuto il premio 2019 Fondazione Veronesi per la ricerca sul fumo. Il tema della ricerca vincitrice è la citisina, un nuovo farmaco in grado di aiutare la disassuefazione da tabacco. ( smettere di fumare )

La citisina deriva da una pianta ed è possibile ottenerla a costo ridotto. Inoltre, si è rivelata essere particolarmente efficace, con effetti collaterali ridotti. I più frequenti sono stati: nausea, gonfiore, aumento della sonnolenza o dell’appetito.

Smettere di fumare: ricerca su 120 fumatori

La ricerca di Sara Trussardo ha coinvolto 120 fumatori, per valutare l’effettiva sicurezza di questo nuovo farmaco nonché l’effettiva efficacia dello stesso nell’assicurare l’astinenza dalle sigarette.

All’esito della ricerca, è stato dimostrato che, dopo un anno dall’ultimo tiro di sigaretta, poco meno della metà dei partecipanti ha continuato ad evitare di fumare. Gli altri, invece, hanno almeno ridotto il numero di sigarette fumate giornalmente.

Il farmaco è stato somministrato per 40 giorni ai fumatori sotto forma di compresse. Al trattamento farmacologico è stato abbinato un servizio di consulenza telefonica e delle visite periodiche. “Grazie al supporto farmacologico della citisina e al counseling telefonico, il desiderio compulsivo e i sintomi dell’astinenza da fumo si sono ridotti in modo significativo, limitando il rischio di ricadute” ha spiegato la Trussardo.

Che cosa è la citisina

La citisina si ricava dall’albero chiamato maggiociondolo, e viene utilizzata nella lotta al tabagismo già dagli anni ’60. La scoperta è stata del tutto casuale: si dice che siano stati dei soldati russi, che, non potendo reperire foglie di tabacco, fumavano foglie di quell’albero.

Il funzionamento della sostanza è simile a quello della vareniclina: agisce sui recettori della nicotina, ingannandoli, in modo da facilitare l’abbandono delle sigarette.

Citisina, come assumerla

La citisina viene prescritta dietro ricetta medica e va assunta per un periodo di un mese, poi dipende dal paziente a cui va adottato il protocollo. Nei Paesi dell’Est europeo la citisina è venduta con il nome di Tabex, mentre in Italia può essere acquistata solo tramite prescrizione medica in farmacie che riescono a confezionarla con preparazioni galeniche.

Come si assume generalmente

Il ciclo di terapia dura in media dai 25 ai 40 giorni. Dal 1 al 5 giorno si può fumare, dopodiché non si può più assumere tabacco tramite sigarette o altri componenti.

Nei primi tre giorni di trattamento vanno assunte sei volte al giorno, 1,5 mg di principio attivo (una capsula), poi il dosaggio andrà diminuito fino ad arrivare a 1 capsula massimo 2 al giorno. Sarà sempre il medico a decidere in base ai sintomi e miglioramenti le dosi giuste per il paziente.

Possibili effetti collaterali e precauzioni

Gli effetti della citisina possono essere influenzati dall’assunzione di altri medicinali o preparazioni erboristiche. Quindi va sempre informato il medico.

La citisina è un farmaco con pochi effetti collaterali e di norma non desta particolari problemi. Bisogna assumerla con cautela nei soggetti con le seguenti patologie e per coloro che hanno un’età inferiore a 18 anni o maggiore di 65 anni.

  • ipertiroidismo
  • diabete mellito
  • schizofrenia
  • ulcera peptica
  • insufficienza cardiaca
  • insufficienza epatica
  • insufficienza renale
  • malattie cerebrovascolari
  • reflusso gastroesofageo
  • tumore al surrene

Perché la citisina funziona

La citisina agisce come antagonista dei recettori nicotinici α4β2 presenti a livello cerebrale, come se si stesse assumendo nicotina, mentre in realtà non se ne assume. Questo implica una riduzione degli effetti collaterali da astinenza da sigaretta, con un calo evidente della sensazione di piacere che di solito genera l’assunzione di tabacco.

I benefici se smetti di fumare

Il momento giusto per smettere di fumare è sempre “subito”. Quali sono i benefici se smetti di fumare? Vediamo quelli immediati e quelli a lungo termine.

I benefici immediati per chi smette di fumare

  • Dopo solo 20 minuti che smetti di fumare il cuore rallenta il battito cardiaco e la pressione del sangue diminuisce
  • Dopo soli 12 ore il livello di monossido di carbonio presente nel sangue rientra nei normali valori
  • Tra le 2 alle 12 settimane c’é un netto miglioramento della funzionalità polmonare e cardio circolatoria
  • Da 1 a 9 mesi c’é un miglioramento della tosse e del respiro corto
  • Dopo 1 anno che si é smesso di fumare, i rischi legati alle malattie coronariche ( esempio infarto ) vengono dimezzati
  • Da 5 a 15 anni si riduce il rischio di ictus, divenendo uguale a chi non ha mai fumato
  • Dopo 10 anni diminuiscono i rischi per tumori alla bocca, al polmone, alla gola, all’esofago, alla vescica, al pancreas e alla cervice uterina
  • dopo 15 anni il rischo di malattie coronariche divengono uguali a quelle di un non fumatore

I benefici a lungo termine per chi smette di fumare ad età precise

In base all’età ci saranno diversi benefici, l’Organizzazione mondiale della salute fa una lista:

  • Se smetti di fumare a 30 anni avrai 10 anni in più come aspettativa di vita
  • A 40 anni ne avrai 9
  • A 50 anni avrai 6 anni di vita in più
  • A 60 anni solo 3 anni di aspettativa in più di vita

Per esempio chi ha avuto un infarto e smette di fumare, riduce del 50% il rischio di averne un secondo.

Fumo passivo nei bambini e in gravidanza

Chi smette di fumare riduce in modo significativo anche i rischi per i bambini ed il fumo passivo. Si avranno riduzione di infezioni delle orecchie ( l’otite media acuta, l’otite ricorrente e le infezioni croniche dell’orecchio medio) e meno rischi per malattie respiratorie tosse, catarro, broncospasmo, dispnea e asma.

Anche le donne in gravidanza che non fumano avranno meno possibilità di avere parti prematuri e neonati con peso basso alla nascita. E bene ricordare che il fumo in gravidanza, aumenta del 25% il rischio di morte in culla. Oltre ad altri fattori di rischio come aborto, gravidanza extrauterina e stato di irritabilità del nascituro. Non fumare riduce anche l’impotenza.

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