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Come cambia il rapporto tra genitori e figli?

Oggi la società in cui viviamo è molto cambiata e, in particolar modo il rapporto tra genitori e figli ha subito enormi trasformazioni divenendo difficile e a volte ingestibile, soprattutto durante l’età dell’adolescenza.

Un tempo la vita e la quotidianità dell’essere umano era basata su una serie di valori morali, quali onestà, rispetto e sincerità che oggi giorno sembrano svaniti nel nulla.

Il rispetto genericamente inteso era la regola fondamentale su cui si basava l’educazione e la crescita dei figli.

Nonostante ciò però, capitava spesso che i genitori avendo il pieno controllo sulla vita dei figli, impedivano loro di crescere liberamente e di esprimersi senza alcun timore.

Rispondere in malo modo, piuttosto che a voce alta per difendere le proprie idee e le proprie esigenze, era una circostanza che il figlio “respingeva” pur di non contraddire gli schemi e gli insegnamenti dei genitori evitando così di esprimere liberamente le proprie opinioni, le proprie emozioni ed esigenze senza sentirsi giudicati e senza “mancare di rispetto” agli insegnamenti dettati dall’esperienza e dalla mentalità che allora vigeva.

Col tempo le cose, per fortuna o per sfortuna – questo dipende dai singoli casi – sono cambiate e anche se oggi le libertà sono maggiori e a volte i giovani esagerano, osano sfidare i propri genitori e abusano della fiducia che gli stessi ripongono in loro, non bisogna comunque dimenticare che il “rispetto” per gli altri, per se’ stessi e per le proprie idee, è sempre un valore fondamentale che deve far parte del nostro patrimonio di crescita.

Ciò che oggi è basilare nel rapporto genitori/figli è sicuramente il dialogo costruttivo, la spontaneità, il rispetto reciproco dei ruoli e la considerazione e la stima da entrambe le parti.

I genitori devono colmare le loro ansie, le loro preoccupazioni e i figli devono sapersi guadagnare e meritare la fiducia che i genitori devono riporre in loro e nei loro progetti futuri, consigliando e – a volte assecondando anche pur non condividendo appieno – le decisioni dei propri figli.

Un ragazzo giovane ha bisogno e deve sentirsi libero di rischiare, magari anche sbagliando purché possa fare le proprie scelte, senza vincoli se non quello della razionalità.

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