Come reagisce la psiche all’insorgere della calvizie

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Questa patologia colpisce indifferentemente sia gli uomini che le donne, a differenza di quello che potrebbe sembrare. Il numero di soggetti femminili colpiti, infatti, è in aumento e sono proprio queste ultime a subire, il più delle volte, le ripercussioni psicologiche più importanti. In Europa sono circa 30 milioni i soggetti affetti dalle diverse tipologie di calvizie.

La forma più diffusa è l’alopecia androgenetica. Per tre europei su quattro, inoltre, i capelli sono legati fortemente alla stima di sé e all’idea della propria capacità d’attrazione. È chiaro, quindi, quali pesanti conseguenze potrebbe avere la caduta dei capelli sulla psiche e sull’autostima di queste persone.

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È ancor più vero per le donne. La calvizie ha conseguenze molto serie e complesse, portandole nei casi più gravi  averi e propri stati depressivi, generati da una forte insicurezza che le spinge anche a non uscire di casa nel timore del giudizio altrui.

Cosa accade ai capelli quando si manifesta un fenomeno come quello della calvizie? Il capello va via via miniaturizzandosi, fino alla scomparsa. Perdere una certa quantità di capelli al giorno, tra i cento e i centocinquanta, è in realtà un fenomeno normale. Non implica in alcun modo l’insorgere della calvizie. È opportuno preoccuparsi quando il fenomeno inizia ad assumere valore maggiore e non sembra arrestarsi.

La calvizie si manifesta in maniera differente negli uomini e nelle donne. In queste ultime si assiste a una riduzione del volume della chioma che difficilmente si traduce in aree della testa del tuto prive di capelli. Negli uomini, invece, si manifesta solitamente con il diradamento dei capelli che colpisce soprattutto la zona delle tempie, la fronte o la parte superiore del cranio. L’avanzare del fenomeno è soggettivo.

L’alopecia androgenetica non è l’unica tipologia esistente. Ad affiancarla c’è anche l’alopecia areata: una forma di calvizie che si manifesta con la comparsa di chiazze rotonde prive di capelli. È una forma più aggressiva, perché più rapida, che di solito compare in età adulta. Esiste, poi, l’alopecia da trazione, più frequente nelle donne, provocata da traumi subiti dal capello che ne alterano il naturale ciclo di vita.

Calvizie e psicologia, cosa accade nei soggetti colpiti

Ma perché la calvizie si traduce in un colpo durissimo per la psiche? Nell’immaginario collettivo una chioma folta e sana è indice di bellezza e seduzione per le donne. Anche gli uomini vedono nei capelli un potente riflesso di un’immagine di sé affascinante e virile. Secondo un sondaggio, i soggetti affetti da calvizie mostrano una diversa reazione a seconda dell’età alla quale il problema si manifesta e dalla sua velocità. Una perdita repentina causa un trauma maggiore rispetto a una che avviene con tempi lenti, tali da consentire al soggetto colpito di abituarsi alla sua nuova immagine. Quasi tutti, però, in una prima fase negano l’esistenza del problema.

Quali le cure?

Qual è la strada più efficace per risolvere il problema? Una soluzione arriva dalla medicina rigenerativa, al centro delle ricerche condotte dai laboratori Hair Clinc per la cura della calvizie. Un protocollo rigenerativo innovativo, basato sui progressi della scienza medica, che, partendo da una dettagliata analisi del paziente, risponde a pieno alla necessità di intervenire sulle cause della calvizie. Grazie all’ausilio delle cellule staminali, infatti, stimola i follicoli inattivi riportandoli in fase attiva, riportandoli quindi a dare vita a un nuovo ciclo di capelli. Una strada utile anche per tutte quelle persone che hanno scelto di non intervenire sul problema perché spaventati dal ricorso al bisturi, per l’autotrapianto, o dall’assunzione di farmaci ad hoc, come accade nel caso delle cure farmacologiche.

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