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Conte e il 4 maggio: “Non sarà un liberi tutti” chi apre e cosa succede?

Come non detto. “Non ci sarà la piena libertà di movimento dal 4 maggio“. Questo è quanto stamattina ha dichiarato il Presidente del Consiglio Conte in un’intervista. In attesa del nuovo decreto, il premier ha annunciato delle nuove previsioni.
L’italia attende con ansia sia l’arrivo del 4 maggio, sia le nuove disposizioni per capire come scandire la propria vita convivendo con il Covid-19.
“Non siamo ancora nella condizione di ripristinare una piena libertà di movimento, ma stiamo studiando un allentamento delle attuali, più rigide restrizioni. Faremo in modo di consentire maggiori spostamenti, conservando, però, tutte le garanzie di prevenzione e di contenimento del contagio.”
A differenza delle aspettative di tutti quelli che già si stavano immaginando il ritorno alla vita normale, Conte ha di nuovo prolungato le restrizioni. Si tratta dei bar e dei ristoranti, la cui apertura è stata rimandata a data da destinarsi, ma il premier ha parlato anche di scuola.
Pare che si sia arrivati ad una conclusione, ormai quasi scontata, che prevede l’apertura delle scuole rimandata direttamente a settembre.
Dal 4 maggio, dunque, non ci sarà alcuna ripresa della piena libertà di movimento. Sarà, ovviamente graduale e parziale ma per bar e ristoranti non è prevista ancora nessuna data di riapertura, a differenza di quanto deciso dalle regioni nei giorni precedenti. La data verrà comunicata poi, ma il cibo da asporto e a domicilio è comunque garantito.
Cosa accadrà e chi ripartirà il 4 maggio?
Sicurezza e prevenzione sono alla base del progetto del Presidente del Consiglio, il quale, ancora una volta ci tiene a ribadire che allentamento del Lockdown non corrisponde ad un abbandono delle regole, anzi. Il nuovo decreto, dichiara Conte: “sarà molto articolato perché conterrà anche una più generale revisione delle regole sul distanziamento sociale. E revisione delle regole, voglio chiarirlo subito, non significa abbandono delle regole”.
Poche sono le certezze, adesso, sulle dinamiche degli assembramenti, sulla reale libertà delle singole persone, sulla modalità di utilizzo dei mezzi pubblici di trasporto e sulla riapertura di luoghi come chiese e cimiteri. L’unica certezza è che Conte ne mantiene ancora la chiusura ma che, contemporaneamente non si potrà: “protrarre oltre questo lockdown: rischiamo una compromissione troppo pesante del tessuto socio-economico del Paese”.
Tra le imprese, invece, che potranno ripartire in base al piano previsto per il 4 maggio, Conte elenca: “potranno riaprire, già la settimana prossima, passando però dal vaglio dei prefetti e con autocertificazione, attività imprenditoriali che consideriamo ’strategiche’ quali: lavorazioni per l’edilizia carceraria, scolastica e per contrastare il dissesto idrogeologico. Come pure le attività produttive e industriali prevalentemente votate all’export.”
Iniziative del Governo
Dal momento che l’utilizzo delle mascherine sarà ancora più necessario nella fase di ripresa, Conte ha deciso di fissare un prezzo unico e calmierato. Vista la riprovevole situazione di aumento dei prezzi delle mascherine proprio in un momento di crisi e bisogno come quello che si sta vivendo, il premier ha deciso che che verrà imposta per legge la soglia massima oltre la quale le mascherine non potranno essere vendute. Inoltre, ha dichiarato che è in progetto l’azzeramento dell’Iva “Farò di tutto per pervenire al più presto alla completa eliminazione dell’Iva“.
Conte ha confermato anche nuovi aiuti alle famiglie: “Nel decreto in preparazione saranno previste misure specifiche di sostegno per i genitori che hanno figli a casa: congedo straordinario e bonus babysitting“.








