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I 5 punti strategici di Conte per attuare la “Fase 2”

Si è tenuta alle oggi, alle ore 15.00 la seduta del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. In questa prima parte svolta al Senato, il Presidente durante il suo discorso, ha elencato la strategia sanitaria che ha elaborato per affrontare al meglio la “Fase 2”. Un programma efficacemente strutturato e ragionato per riavviare il motore del Paese.
Primo punto “Distanziamento sociale”
Obiettivo del primo punto della strategia di Conte è mantenere e far rispettare il distanziamento sociale. Man mano che si apriranno le varie attività commerciali e si ritornerà per le strade ricominciando a svolgere la vita di tutti i giorni, aumenteranno le restrizioni sociali da seguire. E’ naturale che, per evitare di diffondere il virus con nuovi contagi, bisogna proteggersi al meglio. Conte propone: “l’utilizzo diffuso di dispositivi di protezione individuale fino a quando non disponibili terapia e vaccino“. Oltre al rispetto delle distanze di sicurezza da mantenere in pubblico, nei negozi, negli uffici e in ogni ambiente dove è facile creare assembramenti. Da tener conto sono anche le tempistiche: nei primi tempi le soste dovranno essere brevi e gli acquisti rapidi.
Secondo punto “Rafforzamento delle reti sanitarie”
Rafforzare le reti sanitarie del territorio come arma per combattere il Virus. Questo è il secondo obiettivo del premier che per rendere questo possibile ha assicurato che: “Il governo si sta adoperando perché siano rafforzati tutti i servizi di prevenzione e sta sollecitando una rinnovata integrazione tra le politiche sanitarie e quelle sociali, con particolare attenzione a case di cura e residenze sanitarie assistenziali, dove si è verificata, purtroppo, un’esplosione incontrollata dei contagi, specialmente in alcune aree del Paese“.
Terzo punto “Covid-Hospital”
Intensificare sul territorio la presenza di Covid-Hospital, strutture apposite per la gestione ospedaliera di pazienti: “in modo da ridurre notevolmente il rischio di contagio per operatori sanitari e pazienti“.
Quarto punto “Uso corretto dei test“
Un discorso importante su cui si è concentrato Conte, e che lo stesso ha deciso di inserire tra i 5 punti strategici, è l’uso corretto dei test. Il premier a riguardo dichiara: “Si deve effettuare un uso corretto dei test. Sia quelli molecolari (tampone), che oggi sono l’unico strumento certo di identificazione del virus, sia quelli sierologici (le analisi del sangue), utile strumento di indagine e conoscenza epidemiologica, anche al fine di predisporre un piano nazionale che potrà fotografare efficacemente lo stato epidemiologico del nostro Paese”. A tal proposito Conte ha aggiunto che il 17 aprile è stata indetta da Arcuri una gara di massima urgenza per la fornitura di kit per l’effettuazione di 150.000 test finalizzati ad un’indagine campione sulla diffusione dell’infezione nella popolazione italiana, con possibile successiva estensione di ulteriori 150.000 test.
Quinto punto “Rafforzamento della mappatura dei contatti diretti”
E in fine ha ha parlato anche del rafforzamento della mappatura dei contatti diretti. Il premier si è espresso a riguardo confermando che l’app si scaricherà su base volontaria e non obbligatoria. “L’immediatezza del controllo e dell’isolamento sono importanti per evitare i nuovi focolai. L’App è uno strumento essenziale per accelerare il processo. Sarà su base volontaria e non su base obbligatoria. Chi non vorrà scaricarla non subirà limitazioni o pregiudizi“.
Il Presidente, inoltre, ha riferito il proprio interesse nel garantire che l’utilizzo dell’applicazione possa sempre rispettare il diritto alla riservatezza e alla privacy, con l’esigenza di proteggere un asset informativo.
Finanziamenti extra per famiglie e industrie
Il premier ha anche esposto il suo piano inerente a nuovi finanziamenti in arrivo per l’Italia. Consapevole della criticità della situazione economica che sta investendo il Paese, ha rassicurato: “Siamo consapevoli che interventi già stabiliti non sono sufficienti. Daremo sostengo a famiglie e industrie a lungo dato che i danni economici si faranno a sentire ancora per tanto tempo. Dobbiamo potenziare risposta di politica economica. Oltre i 25 miliardi già stanziati. Invieremo al Parlamento una nuova richiesta per una cifra ben superiore, non inferiore ai 50 miliardi di euro, per un totale non inferiore ai 75”.
Conte e l’Europa
Per quanto riguarda l’Europa, il suo punto di vista il Presidente l’ha dichiarato prima in Senato e poi alla Camera. Così ha riferito la linea che il governo intende tenere al tavolo con i leader europei: “Sul MES il dibattito rischia di dividere l’Italia. L’Europa non deve nuovamente ritrovarsi a chiedere scusa a nessun Paese come successo in passato. La mia posizione è di assoluta cautela. La risposta non potrà essere sul MES riguardante singoli Paesi e voluto per altre cose. Per come è stato concepito è inaccettabile per la natura di questa crisi”.
Il premier, poi, aggiunge: “Assieme ad altri 8 Paesi abbiamo condiviso una nuova impostazione e idee per pensare a qualcosa di diverso. La Spagna invece è interessata al MES ma senza i paletti del passato. All’Italia serve altro”.
Invece che sul MES, quindi, il presidente del Consiglio si concentra su un’altra formula di credito, consapevole che: “La trattativa europea è molto complessa. Prima eravamo soli, ora in 8 si sono accodati per chiedere nuove formule di credito adatte alla situazione che stiamo vivendo. Il quarto punto di credito sono gli European Recovery Fund, uno strumento da realizzare il più in fretta possibile. Sarà questo il tema centrale della videoconferenza del prossimo 23 aprile. L’Italia sostiene una necessità di una risposta rispetto allo shock da Covid-19. Sosteniamo una risposta coordinata con la conseguenza che questo nuovo strumento di finanziamento dovrà essere conforme ai trattati europei, perché non c’è tempo. Dovrà essere gestito da tutti i paesi. Dovrà essere ben più consistente di ciò che abbiamo ora e dovrà fare fronte a tutte le difficoltà“.
E con questo piano il Presidente del Consiglio termina il suo discorso, aggiungendo alla fine una richiesta speranzosa e celata di spirito di collettività: “L’Europa o vincerà tutta o perderà tutta”.








