Prima pagina
Coronavirus ad Eboli scambiato per polmonite

Eboli (Sa) – primo caso di Coronavirus accertato, si tratta di una donna di 72 anni proveniente da Pompei. La donna è arrivata all’ospedale di Eboli dal Campolongo Hospital, dove è stata mandata in ambulanza con una diagnosi di polmonite nosocomiale (cioè un’infezione del parenchima polmonare che insorge dopo 48 ore dal ricovero, nei pazienti non intubati FONTE- ALARICO NETWORK).
La donna è stata ricoverata al reparto di medicina e le è stato effettuato un tampone, in seguito alla dichiarazione della figlia che ha confermato che suo fratello ha viaggiato nei pressi di Milano varie volte in questi giorni, ed è attualmente ha la febbre. Il tampone è risultato positivo. Dall’ospedale trapelano notizie di chiusura non solo del reparto, ma forse di tutto l’ospedale, attualmente tutti i sanitari sono in attesa di disposizioni dal direttore sanitario per sapere come comportarsi con precisione.
Il comune di Eboli ha attivato una banca dati per tenere sotto controllo i flussi
Nel contempo, il Comune di Eboli ha attivato una banca dati per registrare i flussi di persone in entrata e uscita dal territorio del comune, invitando la popolazione tornata da zone considerate infette (o intenzionata a viaggiare in queste zone) a registrarsi, contattando il Nucleo di Protezione Civile (0828 313553- 3899556151), il Comando di Polizia Municipale (0828 361515) o inviando i propri dati alla mail istituzionale emergenzacovid19@comune.eboli.sa.it
Il sindaco del comune di 40.000 abitanti del salernitano, Massimo Cariello, ha dichiarato che attualmente stanno osservando tutte le disposizioni previste dal protocollo sanitario. ed ha invitato i cittadini a seguire le prassi igieniche suggerite dall’Oms.
Il primo cittadino ha, però, invitato la popolazione a non farsi sopraffare dall’ansia per la notizia: “Faccio appello a tutti i cittadini a mantenere la calma e confido nel buon senso di ciascuno. La comunità ebolitana dimostri di essere responsabile e coesa, come sempre ha fatto, anche in questo frangente così delicato”.








