Coronavirus e test coreano: 7 minuti per il risultato, come funziona e prezzo

Costa meno di un tampone standard ed è molto efficace

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In Veneto, una delle regioni più colpite dalla pandemia di Coronavirus, è stato approvato un test rapido per diagnosticare il Covid-19, che consente di ottenere i risultati in meno di 10 minuti (7, per l’esattezza). Ovviamente, il grado di sensibilità di questo tipo di test non è lo stesso di un esame effettuato in laboratorio ma presenta alcuni vantaggi. Il nuovo test infatti rileva i soggetti con carica virale abbastanza elevata da trasmettere il contagio ad altre persone.

Il test rapido prodotto in Corea del Sud rispetto a quelli disponibili in Italia, “Non è sensibile agli anticorpi ma alla presenza del virus. Abbiamo chiesto alla ditta coreana di spedirci alcuni dispositivi in prova perché riteniamo che questa possa essere la soluzione per un problema nuovo: le manifestazioni del virus si sono spostate dagli ospedali al territorio.” Lo ha chiarito Roberto Rigoli, primario di Microbiologia all’Ospedale di Treviso e vicepresidente nazionale dei microbiologi.

A presentare questo tampone, il presidente del Veneto Luca Zaia ed il dottore dell’Ospedale di Treviso Roberto Rigoli, durane una conferenza stampa nella sede della protezione Civile di Marghera. «È molto flessibile, viene dalla Corea l’errore rispetto a quello tradizionale è stato di uno su mille, e con questo tampone possiamo andare a 100 all’ora, ora ci stiamo muovendo presso il Ministero della Sanità per la sua validazione».

Quanto costa il test coreano

Il test coreano, dal costo di soli 12 euro (un normale tampone ne costa 18), è stato sperimentato dall’Ulss 2 del Veneto su un campione di 1000 soggetti. L’Ulss trasferirà i dati ottenuti sia allo Spallanzani di Roma che al Ministero della Salute, per poter valutarne l’utilizzo a livello nazionale. Nel caso un soggetto risultasse positivo a questo primo screening, l’esito andrebbe confermato con le analisi standard. Non è una diagnosi definitiva, ma consente di iniziare ad isolare soggetti potenzialmente infetti.

Per ora il suo utilizzo è circoscritto ai pazienti che arrivano in Pronto soccorso, ma lo scopo degli esperti è di poterne estendere l’utilizzo ad altri contesti come i centri per gli anziani oppure le scuole. Sul mercato arriveranno altri test simili, che andranno studiati in Italia, e la concorrenza potrebbe spingere i produttori ad abbassare i prezzi di vendita.

Funzionamento ed efficacia del test

Il dottor Rigoli, ha inoltre spiegato l’esatto funzionamento del test: «Questo test va a prendere l’ipotetico virus nel retrofaringe, lo stempera in un liquido e lo distribuisce in una saponetta. C’è un punto in cui sono presenti degli anticorpi specifici contro Covid-19: se esiste il virus, si attacca agli anticorpi e si accende una linea rossa. I casi positivi vengono confermati con esami di laboratorio».

Per quanto concerne la sua efficacia, il dottore ha inoltre confermato: «Su un migliaio di campioni analizzati in doppio (con la controprova della biologia molecolare) abbiamo avuto solo un falso positivo e nessun falso negativo. Per arrivare a una definizione di efficacia bisogna testare almeno cento positivi, ma di soggetti infetti, per fortuna, ce ne sono pochi»

La differenza tra i dispositivi per la ricerca di anticorpi e quelli che misurano la presenza del virus

“I primi mostrano se c’è stata l’infezione, o se è in atto, ma non sono in grado di riconoscerne le fasi iniziali. Quindi una persona potrebbe risultare negativa, ma positivizzarsi nei giorni successivi. Al contrario, il test coreano dà una risposta sulla situazione attuale del paziente, ovvero se nel suo rinofaringe c’è il virus. Il grado di sensibilità è meno elevato rispetto agli esami di laboratorio, ma questo può essere un vantaggio: vengono identificati solo i positivi reali, cioè con una carica virale abbastanza elevata: soggetti che possono ammalarsi e trasmettere l’infezione».