Coronavirus, ecco come si evolve l’epidemia

Il coronavirus miete nuove vittime che salgono a 425. 635 guarigioni accertate, ma oltre ventimila contagi e si aggravano le condizioni della coppia ricoverata allo Spallanzani.

Coronavirus, ecco come si evolve l'epidemia
Photocredit: Gerd Altmann da Pixabay

Coronavirus sempre sotto monitoraggio, ecco come si evolve l’epidemia iniziata in Cina ma con contagi nei cinque continenti.

Coronavirus, ecco come si evolve l’epidemia mentre le regioni del Nord Italia chiedono misure restrittive

Dopo l’arrivo dei 56 italiani da Wuhan, che stanno iniziando la quarantena di due settimane alla Cecchignola, si alimentano, a dire il vero, le discussioni a causa di una richiesta dei governatori di Lombardia, Veneto, Friuli Venezia Giulia e del presidente della provincia di Trento che vorrebbero lo stesso provvedimento per i bambini cinesi nelle scuole italiane.

All’iniziativa si unisce, in effetti, anche la Lega ligure che chiede di rafforzare i controlli a tutela della salute pubblica e il presidente del Veneto Luca Zaia precisa: “Non c’è nessuna volontà di contrapposizioni politiche, né tanto meno di ghettizzare: vogliamo solo una risposta all’ansia di tanti genitori visto che la circolare non prevede misure in tal senso“.

Ma il premier Giuseppe Conte ha invitato i governatori e tutti i genitori, che avevano fatto richiesta della misura restrittiva, di fidarsi delle autorità scolastiche e sanitarie perché la situazione é sotto controllo e, al momento, altri provvedimenti non sono necessari.

Ogni forza politica – ha concluso Conte – è libera di fare valutazioni, ma poi dobbiamo ritrovarci su obiettivi comuni e un approccio condiviso“.

Coronavirus, ecco come si evolve l’epidemia tra guarigioni e casi critici

Purtroppo però la conta delle vittime in Cina è salita a 425 e anche i due cinesi sessantenni ricoverati all’ospedale Spallanzani per coronavirus sono stati trasferiti in terapia intensiva per l’aggravarsi della condizione respiratoria.

Migliora, al contrario, lo stato di salute del ragazzo italiano di 17 anni, trattenuto in Cina per la febbre, perchè non risulta colpito dal coronavirus e si trova attualmente in un hotel di Wuhan, mentre le autorità del nostro Paese sperano di accelerare le pratiche per rimpatriarlo.

La Cina comunica inoltre che gli infettati da coronavirus sono ormai 20.400, con 3.235 nuovi casi confermati. I nuovi decessi nel Paese, secondo gli ultimi dati ufficiali, sono stati 64, tutti nella provincia di Hubei, focolaio del virus, mentre 635 contagiati sono stati dimessi dagli ospedali.

Coronavirus, ecco come si evolve l’epidemia: il pugno di ferro cinese

In ogni caso, Pechino è molto allarmata al punto che non ha solo ringraziato i ricercatori italiani e di varie parti del mondo che hanno isolato il coronavirus, ma anche già ottenuto dall’Unione europea una prima fornitura di 12 tonnellate di materiale sanitario, alimentando però la paura che l’epidemia sia più aggressiva del previsto.

La Cina usa anche il pugno di ferro contro chi fornisce notizie false o non confermate sull’epidemia quindi le sanzioni spaziano dal licenziamento al carcere, segno che la situazione rischia di andare fuori controllo anche dal punto di vista economico e commerciale.

La reazione internazionale

Le restrizioni aumentano comunque per i viaggiatori a tutte le latitudini e il Giappone ha messo in quarantena una nave da crociera nel porto di Yokohama perché uno dei passeggeri, sbarcato a Hong Kong a fine gennaio, è risultato positivo al coronavirus.

In conclusione, 3.711 persone a bordo della Diamond Princess della Carnival Japan non possono scendere a terra, anche perché almeno altre otto persone hanno manifestato sintomi di contagio e febbre e sulla nave è salito personale sanitario che sta effettuando controlli sui 2.666 passeggeri e 1.045 membri dell’equipaggio.

La diffusione del virus ha spinto anche le autorità di Macao a chiudere temporaneamente i casinò, anche se sono un simbolo conosciuto dai turisti di tutto il mondo, a scopo precauzionale, ma non si sa quando torneranno operativi.

La situazione italiana

All’ospedale Spallanzani, dove si registra in effetti l’aggravarsi delle condizioni della coppia cinese sessantenne ricoverata da giorni, ci sono tuttavia notizie positive per 26 pazienti dimessi dopo il risultato negativo del test per la ricerca del nuovo coronavirus.

Tuttavia, ci sono 11 pazienti allo Spallanzani, provenienti dalle zone della Cina più colpite dall’epidemia, che mostrano sintomi influenzali e sono stati, di conseguenza, sottoposti ai test per il coronavirus ma gli accertamenti sono ancora in corso.

Inoltre, ci sono altre 20 persone che hanno avuto contatti con la coppia cinese in terapia intensiva e non presentano alcun sintomo, ma restano ancora sotto osservazione, nonostante siano tutte in buone condizioni e la loro salute non desti preoccupazioni.

Il governo teme gli allarmismi

Per gettare acqua sul fuoco, anche il ministro dell’Istruzione Lucia Azzolina ribadisce che le preoccupazioni espresse nelle regioni del Nord per i nostri studenti non corrispondono a un reale pericolo perché: Non abbiamo un’emergenza per le scuole”.

Ma la paura che notizie vere e false si mescolino ha indotto, in poche parole, il ministro della salute Roberto Speranza a firmare un protocollo d’intesa con Twitter che, da oggi, indirizzerà ogni ricerca e hashtag al Ministero.

In definitiva, il governo si muove in equilibrio su un filo sottile tra rischio di allarmismi eccessivi, e la necessità di nuove misure restrittive  se la situazione dell’epidemia si aggravasse, soprattutto con il picco atteso tra la prossima settimana e l’inizio di marzo.

La reazione cinese all’iniziativa italiana

A dire il vero, al governo cinese non è sfuggita la decisione italiana, unica in Europa, di chiudere i collegamenti aerei con il Paese del Dragone e la portavoce del ministero degli Esteri Hua Chunying ha fatto trasparire una certa irritazione per il provvedimento:

Abbiamo notato la risposta dell’Italia a questo focolaio. Speriamo che la parte italiana faccia una valutazione obiettiva, giusta, calma e razionale dell’epidemia, e comprenda e sostenga gli sforzi del governo cinese per contenerla e controllarla“.

Il rafforzamento delle misura di controllo

Ma, in ogni caso, la sicurezza ha la sue priorità e i controlli con i termoscanner sono stati estesi a tutti i voli, in arrivo negli aeroporti italiani, in uscita o nell’area controllo passaporti. Il provvedimento riguarda al momento solo i voli europei e non quelli interni nazionali.

Gli aeroporti che non avranno però queste strumentazioni saranno vigilati da volontari medici e paramedici della Croce Rossa e di altre associazioni di Protezione Civile con i termometri a pistola.

I controlli e il personale medico e sanitario sono quindi rafforzati in tutti gli aeroporti e porti italiani e a Roma Fiumicino si stanno attivando in queste ore corridoi sanitari e scanner termici su tutti gli arrivi.

La decisione è di stamani, a seguito della riunione della task-force coronavirus 2019-nCoV del Ministero della Salute e alla presenza del ministro Speranza, insieme con la Protezione Civile guidata da Angelo Borrelli che è anche Commissario per l’emergenza Coronavirus.


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