femminicidio

Covid-19, femminicidi in aumento. Storie di donne strangolate, sparate, o uccise a calci e pugni

Femminicidi in aumento: perché restare a casa non sempre vuol dire stare al sicuro.
La situazione in Italia si aggrava ogni giorno di più. E non si sta parlando di Coronavirus ma di storie uomini che, rinchiusi in quarantene forzate con le proprie compagne, vengono spinti da scatti d’ira e azioni omicide. Se ne sentono sempre di più di questi casi, sempre più ingestibili e sempre più avvilenti.

A seguito di una rilevazione fatta dai centri antiviolenza D.i.Re., è dimostrato che, rispetto all’anno scorso, in questo stesso periodo le richieste di aiuto da parte delle donne sono aumentate del 74,5%. Da questa raccolta dati, emergerebbe non solo “un incremento significativo delle richieste di supporto da parte di donne che erano già seguite dai nostri centri, costrette a trascorrere in casa con il maltrattante il periodo di quarantena per l’emergenza coronavirus“. Ma dato decisamente rilevante, è che parecchie di queste donne, non si erano ancora mai rivolte al centro, mentre adesso ne sta crescendo il bisogno.
Qui di seguito, riportate alcune storie di femminicidio accadute di recente. Ecco cosa succede in Italia durante la pandemia.

Bergamo

Bergamo, 30 marzo 2020 – Arrestato oggi l’uomo che per mesi aggrediva e picchiava con calci e pugni la propria compagna, fino a mandarla in coma.
E’ successo nella tragica notte del 30 marzo, ha dichiarato l’uomo. Quella notte avrebbe picchiato la donna, per gelosia, pestandola, alla testa e all’inguine, con calci e pugni.
Si chiamava Viviana Caglioni, la 34enne che per mesi ha dovuto subire le violenze del marito, costretta a vivere con lui, per questa quarantena, sotto lo stesso tetto. I primi racconti del marito parlano di una caduta accidentale della donna.

Versione confermata anche dalla mamma di lei. Ma grazie ad alcune intercettazioni degli investigatori, da una telefonata della madre e lo zio di Viviana si è avuto il quadro completo della situazione. Locatelli, marito della vittima, l’ha colpita a morte per questioni di gelosia e poi l’ha lasciata esanime, stesa sul pavimento per un’ora, prima di chiamare i soccorsi.
La donna è morta il 6 aprile nell’ospedale di Bergamo dov’era stata ricoverata, ma oggi la Squadra mobile della Questura ha comunicato ufficialmente l’arresto dell’uomo.

Milano

Milano, 19 aprile 2020 – Donna sparata da un colpo di fucile del marito che non accettava la fine del loro rapporto. “Ho ucciso mia moglie“, così ha confessato l’uomo di 47 anni con cui era legata la donna da 9 anni. Lo stesso uomo che la donna si è ripresa in casa in questo periodo di isolamento forzato. Lo stesso uomo che ha posto fine alla sua vita perché non accettava che lei potesse vivere senza di lui.
Dopo la confessione, i carabinieri della caserma di Cassano d’Adda subito si sono precipitati a casa della donna, non potendo fare più nulla perché rimasta così per troppo tempo. Leggermente più distante, l’arma del delitto.
L’uomo aveva già dei precedenti penali e, in più, aveva anche registrato l’arma regolarmente, perché era una guardia venatoria.

Da quanto si è appreso dagli ambienti giudiziari, i due erano stati messi in isolamento per Covid-19, sebbene nessuno dei due è poi risultato positivo al test. Questa convivenza forzata non è stata che la ciliegina sulla torta per aggravare la situazione. Nonostante i due, si fossero separati dopo 9 anni di legame, lei aveva deciso di ospitarlo di nuovo in casa, compiendo l’errore che le ha tolto la vita. La convivenza, e le liti continue per una fine del rapporto non accettata, hanno fatto precipitare tutta la situazione, portando l’uomo a compiere un atto irreversibile.

Messina

Messina, 31 marzo 2020 – Si conoscevano da un po’, studiavano insieme alla facoltà di Medicina di Messina, ma lui l’ha strangolata. Lui, Antonio De Pace di origine calabrese, dopo l’orribile atto, avrebbe chiamato subito i carabinieri. Lei, Lorena Quaranta, originaria di Agrigento, studiava medicina proprio come lui. Pare che sia nato tutto da una lite violenta, durantee questo periodo di quarantena Dopo l’assassinio, l’uomo avrebbe anche cercato di togliersi la vita tagliandosi le vene ma i militari, subito dopo la chiamata del ragazzo si sono diretti sul luogo e gli hanno salvato la vita. Per la ragazza, purtroppo, no c’è stato niente da fare.

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