Covid-19, finisce l’era di Domenico Arcuri, lo sostituisce un generale

Domenico Arcuri sostituito in corsa, prima della scadenza del mandato, in favore di un militare di carriera, esperto di logistica

Mario Draghi non ha atteso la scadenza del contratto, prevista per fine mese, finisce quindi in anticipo in tempo di Covid-19 l’era di Domenico Arcuri come commissario all’emergenza Covid, e il premier lo sostituisce con il generale di corpo d’armata Francesco Paolo Figliuolo.

Finisce tra le polemiche la gestione Arcuri

Domenico Arcuri non era un commissario come gli altri ma il super gestore di una serie di competenze legate all’emergenza Covid-19, che spaziava dalle forniture di respiratori, mascherine e attrezzature sanitarie, fino all’organizzazione delle scuole e la gestione dei vaccini.

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Non c’è dubbio che la nomina sia dovuta alle fibrillazioni interne ai partiti politici che sostengono Mario Draghi e che avevano criticato le carenze organizzative nella gestione di Arcuri anche se, soprattutto il centrodestra, aveva rivolto vari appelli al premier affinché lo rimuovesse quanto prima.

L’annuncio di palazzo Chigi

Poco prima delle 16:00, le agenzie giornalistiche hanno cominciato a battere la notizia, riportando la nota di Palazzo Chigi: “Il presidente del Consiglio, Mario Draghi, ha nominato il Generale di Corpo d’Armata Francesco Paolo Figliuolo nuovo Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19. A Domenico Arcuri i ringraziamenti del governo per l’impegno e lo spirito di dedizione con cui ha svolto il compito a lui affidato in un momento di particolare emergenza per il Paese“.

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Al di là del linguaggio protocollare, il cambio di passo è evidente ed è la seconda volta in pochi giorni che Draghi pone mani a cambiamenti di vertice nel contrasto alla pandemia, dopo la sostituzione alla Protezione civile di Angelo Borrelli con Fabrizio Curcio, tecnico di lunga esperienza nella gestione delle emergenze.

La sostituzione ha avuto un’accelerazione nelle ultime ore

Secondo le ricostruzioni giornalistiche in tempo reale, la convocazione di Domenico Arcuri è avvenuta questo pomeriggio, ma Il commissario straordinario per l’emergenza coronavirus potrebbe non aver incontrato direttamente il presidente del Consiglio Draghi, che sarebbe arrivato poco prima che Arcuri uscisse. Il commissario è comunque rimasto a Chigi circa una mezz’ora, ma non è ancora chiaro chi abbia visto. In ogni caso, era evidente che le crescenti pressioni politiche per una sua sostituzione faceva comprendere già da qualche giorno che la situazione non sarebbe rimasta in stallo ancora per molto, specie dopo il cambio di vertice alla Protezione civile.

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Il tweet odierno di Antonio Tajani di Forza Italia: “Fare in fretta per vaccinare gli italiani. Il governo nomini subito un nuovo responsabile, al posto di Arcuri, che si occupi di approvvigionamento e organizzazione. L’Ue velocizzi le autorizzazioni prendendo contatti anche con la Russia” era inequivocabile, ma anche Matteo Renzi di Italia Viva aveva messo proprio ieri sullo stesso social il suo carico da novanta che non era certamente un assist alla gestione Arcuri: “Giusto chiedere all’Europa più dosi di vaccino ma intanto dovremmo usare quelle che abbiamo. Abbiamo NON utilizzato un milione di dosi, solo per mancata organizzazione. Follia! Bravo dunque Draghi che cambia i vertici della protezione civile e impone la svolta”.

La gestione Arcuri e le tensioni nel mondo sanitario

Domenico Arcuri era considerato il commissario a tutto lo scibile umano in materia di pandemia e le competenze erano talmente ampie da provocare ironie e critiche anche tra il personale sanitario che non ne ha condiviso tutte le scelte e i contrasti hanno avuto impennate proprio negli ultimi mesi.

Tra le prese di distanza più recenti, emerge anche quella del prof. Matteo Bassetti, direttore della clinica malattie infettive dell’ospedale San Martino di Genova in materia di immunità di gregge, carenza delle dosi di vaccino e problemi organizzativi per arrivarci in tempi brevi. Questo  è stato il punto più critico, che ha indotto Draghi a sostituire il commissario prima della scadenza naturale del mandato, anche a seguito del fallimento dell’operazione “Primule”, i punti mobili di vaccinazione rimasti sulla carta.

Il curriculum e le sfide del generale Figliuolo

In emergenza Covid-19, finisce dunque l’era di Domenico Arcuri e Draghi lo sostituisce il generale di corpo d’armata Figliuolo che non è una scelta casuale, anche se il candidato più gettonato per sostituire Arcuri sembrava Franco Gabrielli, capo della polizia, direttore generale della pubblica sicurezza, Capo del dipartimento di Protezione civile e prefetto a Roma.

Il generale Figliuolo si è formato nell’artiglieria da montagna ed ha avuto importanti responsabilità operative in Afghanistan e Kosovo, ma la sua formazione comprende anche il settore specifico della logistica e, dal 7 novembre 2018, è comandante logistico dell’esercito.

Draghi aveva promesso di mettere in rete tutte le risorse per arrivare al più presto all’immunità di gregge e di fare il tagliando all’intera organizzazione. Coinvolgere la medicina territoriale, le strutture ospedaliere e posti mobili di vaccinazione, richiedeva anche l’intervento dell’esercito, in sinergia con protezione civile e croce rossa, per ottenere il massimo risultato.

Da qui la scelta di un militare organizzatore e abituato a risolvere problemi logistici in Italia e all’estero, che dovrà coordinare in breve tempo una struttura poderosa, organizzata e capillare, facendo dimenticare la carenza o gestione rallentata delle fiale, in contrasto con l’accelerazione delle varianti Covid-19 che ostacola la ripresa delle normali attività scolastiche ed economiche.