Dieudonnè, 2 mesi al comico per la frase “Je suis Coulibaly” scritta su Facebook

Dieudonnè

L’artista franco-camerunense Dieudonnè M’bala M’bala  è stato condannato a due mesi di prigione sospesi con la condizionale per la sua frase “Je suis Coulibaly”, scritta su Facebook dopo avere lui stesso preso parte alla marcia repubblicana di Parigi l’ 11 gennaio scorso in favore della libertà d’espressione e contro il terrorismo a seguito degli attentati alla rivista satirica Charlie Hebdo e al supermercato ebraico Hypercacher, attentati dei quali Amedy Coulibaly era responsabile. Dieudonnè si era difeso affermando che quella frase era uno “scherzo” per rispondere al celebre slogan “Je suis Charlie” in solidarietà con la rivista francese attaccata e che, visto che è stato condannato varie volte per incitamento all’odio ed antisemitismo, gli sembrava di essere trattato come il terrorista mentre invece si sentiva Charlie.

In precedenza erano stati comminati al comico 30.000 euro di multa commutabili in alcuni giorni di reclusione proprio considerando la sua personalità controversa, il fatto che la sua frase su Facebook (poi cancellata da Dieudonnè stesso) non fosse del tutto chiara e anche il contesto in cui l’aveva scritta.

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Dopo la maturità classica, mi sono laureata all'Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano in Scienze dell'Educazione, con una tesi in Pedagogia Interculturale dal titolo "Donna e Islam: la questione del velo". Scrivo per diverse testate on-line come "Al-Maghrebiya", "Ebraismo e dintorni", il blog del "Legno Storto" su argomenti riguardanti il mondo arabo e islamico, soprattutto per quanto riguarda la condizione della donna, il Medio Oriente, Esteri, immigrazione e integrazione. Ho scritto due racconti: "Dopo la notte" (Il Filo, 2009) e "Soltanto una donna" (Albatros - Il Filo, 2011).
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