Disney World - Licenziati 43.000 dipendenti

Disney World – Licenziati e bloccati 43.000 dipendenti. Duecento sono italiani

Secondo le stime, sono all’incirca 43.000 gli ormai ex dipendenti dei parchi Disneyland, licenziati e mandati via a causa del Covid-19. Tra questi risultano esserci 200 italiani bloccati in America e impossibilitati a tornare. “Disney World ha deciso di terminare ogni programma, dovete lasciare i vostri appartamenti entro il 18 aprile ed entro un mese gli Stati Uniti”. Queste le parole della mail che la direzione ha inviato a tutti i suoi dipendenti invitandoli a lasciare, nel giro di 10 giorni, gli alloggi e addirittura il paese.

La crisi mondiale coinvolge pure il colosso Disney

Chiudono tutti e sei i parchi più famosi del presenti in 5 paesi del Mondo: a Tokyo, Parigi, Hong Kong, Shanghai e due in America. Proprio questi ultimi due, costretti alla chiusura e non potendo sostenere le solite spese, hanno inciso inevitabilmente e pesantemente sulle situazioni economiche di 43mila persone.

Da quanto riferiscono i media americani, Walt Disney World in Florida e in California mandano a casa temporaneamente circa 43mila dipendenti a causa del Coronavirus.
Pare che quando tutto sarà terminato, la società voglia riassumere nuovamente i lavoratori lasciati allo sbaraglio. Tutti i licenziati conserveranno, infatti, il livello del salario e l’anzianità di servizio. L’unica cosa che possono offrire in questo momento di inattività, sono i benefici sanitari. L’azienda, accordatasi con i sindacati, provvederà a pagare almeno le loro assicurazioni sanitarie per un altro anno.

Le testimonianze degli italiani bloccati in America

Ma tutto questo non basta. Il problema sussiste, adesso, per quelle persone che hanno perso il lavoro, la casa e si ritrovano all’improvviso bloccati in un paese che non è il proprio. Tra gli italiani arrivano diverse testimonianze di ragazzi che chiedono solo di poter ritornare a casa loro, ma questa risulta un’impresa. Tra questi, 10 emiliani ex “Epcot”, che stanno cercando da giorni di avere delle risposte dalla Farnesina ma che non arrivano. I prezzi dei voli sono insostenibili e tutti partono obbligatoriamente da New York che, ricordiamo essere, una delle città con il più grande focolaio al momento e, per questo, ultra blindata. Sia in entrata che in uscita. Questo il racconto di uno degli emiliani, il 24enne Riccardo Reggiani, che aveva momentaneamente lasciato gli studi in Italia per provare questa nuova esperienza in America.

Un’altra testimonianza arriva da Federico Arca, un altro ragazzo bloccato in America che, non ascoltato dall’Ambasciata italiana è ricorso ai social: “Disney ci ha lasciato a piedi ed ora anche Patina Restaurant Group. La Farnesina sta lavorando per organizzare un volo per noi per tornare a casa, in via straordinaria, senza esporci al rischio di passare per New York: lasciate i vostri nominativi se siete interessati ecc.
Gli unici voli PROGRAMMATI ad oggi per l’Italia partono da New York (principale focolaio americano del virus) e i prezzi sono dai 1800$ a salire NON-CONFERMATI per quanto riguarda la tratta Orlando-New York, garantiti per New York-Roma Fiumicino”
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L’appello per l’Italia

Disney World - Licenziati 43.000 dipendenti

Sono parole di disperazione quelle di Federico, che si sente abbandonato dal suo Paese proprio in questo momento di bisogno. “Chiedo solo che leggiate questo e che qualcuno (a questo punto non so nemmeno più chi!) mi permetta di tornare a casa o quantomeno a Roma!” – dice il ragazzo. “Sono stato cacciato dalla Florida durante un’esperienza che doveva essere la più bella della mia vita ma che si è trasformata in un incubo che al momento pare senza fine”.

E conclude il suo post aggiungendo: “Il mio appello deve essere per l’Italia, per la Mia nazione, che non voglio mi lasci in mezzo alla strada. Per favore, fate passaparola, siamo 200 ragazzi che NON hanno una possibilità FISICA di tornare al proprio paese”.

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