Doula: Maternage alla donna in gravidanza

doula2

Con il termine “Maternage” ci riferiamo all’insieme delle cure materne rivolte al bambino.

Ci troviamo di fronte ad una madre “sufficientemente buona” pronta a rispondere efficacemente ai bisogni fisici e biologici dell’infante, nonché a quelli legati alla sfera emotiva ed affettiva.

Loading...

E allora, come è possibile parlare di Maternage alla donna in gravidanza?

In tale accezione, il termine maternage definisce l’assistenza attenta ed accogliente della donna non solo rispetto agli aspetti fisici e biologici della gravidanza, ma anche e soprattutto di quelli emozionali, sociali e psicologici.

Diventare genitori è un viaggio costellato da emozioni positive, ma dietro l’angolo si nascondono alcune insidie: paura, ansia, fantasie negative.

Tali ombre se non accolte, trascurate o mal gestiste potrebbero sfociare in una Depressione Post Natale.

È per questo che si rende necessaria la presenza di un operatore capace di sostenere ed accogliere tutte le emozioni negative della donna, ma anche quelle del futuro padre.

Una di queste figure assistenziali, non medica e non sanitaria, è la “Doula”

Il termine doula, proviene dal greco e significa letteralmente “schiava domestica”, ovvero “donna che sta al servizio di un’altra donna”, che si occupa del benessere della sua padrona, assistendola durante il parto e fornendole sostegno emotivo e spirituale.

Durante la gravidanza e nel momento del travaglio e del parto la donna è assalita da molteplici fenomeni psicologico – emotivi, quali sensi di colpa, paura della separazione, a cui molto spesso non viene data la giusta rilevanza, privilegiando la cura del corpo della neo-mamma più che i sentimenti di autoefficacia e l’aspetto relazionale.

Oggi, i neo-genitori si trovano spesso soli, senza l’appoggio della rete parentale che un tempo garantiva un supporto prezioso durante un momento così delicato della vita.

La figura della doula rappresenta una valida soluzione a questa carenza “relazionale” e che attua la pratica assistenziale individuale, sia nel momento del travaglio che del post-partum.

La doula che si occupa dell’assistenza al travaglio sta accanto alla donna, alleviandone il dolore utilizzando il massaggio e altre tecniche di sollievo non mediche e non farmacologiche, per consentire la normale progressione del travaglio. Suggerisce posizioni più confortevoli, aiuta nel rilassamento e si prende cura del respiro, le offre appoggio quando sta partorendo. Offre un valido supporto emotivo, funge da intermediaria tra i desideri della partoriente e le esigenze del personale sanitario. Quando il partner sceglie di essere la principale fonte di sostegno emotivo, la doula può suggerirgli come agire per rassicurare e confortare la donna. Inoltre, durante un lungo e faticoso travaglio, può alternarsi con il partner in modo che la partoriente ricevi cure costanti e continuative.

La doula che si occupa del periodo del post-partum visita la nuova famiglia a domicilio, li aiuta nella riorganizzazione quotidiana nel massimo rispetto della loro intimità. Incoraggia e sostiene i neo-genitori nel dedicarsi completamente al bambino, si occupa di piccole faccende domestiche e della preparazione dei pasti. Promuove e sostiene l’allattamento al seno e, dove questo non è possibile, sostiene altre modalità che possono favorire un buon contatto madre-bambino. Lavora sul potenziamento delle abilità dei neo-genitori e rassicura sui tanti dubbi legati alla crescita del lattante. Accompagna eventuali fratelli e/o sorelle ad abituarsi alla nuova realtà.

La doula, quindi, parte dall’importanza della umanizzazione del parto; dona sostegno adeguato e non invasivo, sia alla donna che al neo–padre; rassicura ed aiuta a prevenire situazioni di disagio, quali la depressione post partum, le ansie e le paure eccessive.

Il mito di Galati

“Alcmena era in procinto di partorire Ercole. Galati si affannava, fuori e dentro la stanza del parto, preparava i “panni caldi” e l’acqua bollente, ma soprattutto soffriva con Alcmena. Il travaglio si stava protraendo da giorni e Galati sentiva che c’era qualcosa che non andava e che la situazione stava volgendo al peggio. In effetti, Alcmena era incorsa nelle ire di Era, legittima moglie di Zeus, che l’aveva tradita ancora una volta con una mortale, Alcmena, fecondandola. Stavolta, Era non era disposta a soprassedere al tradimento, erano in ballo motivazioni politiche e dinastiche che glielo impedivano, era in gioco il diritto di regnare su Tebe e certamente non sarebbe stato Ercole, il bastardo; Ercole doveva nascere secondo, dopo suo figlio legittimo. Era aveva ordinato a Lucina, dea del parto, di incrociare le sue gambe ed ostacolare Alcmena. Galati si accorse di tutto ciò, elaborò, allora, uno stratagemma ai danni di Lucina, permettendo il parto. Entrando nella stanza guardò Alcmena e, congiungendo le mani, esclamò “Finalmente ha partorito Signora! Che bellezza!”. A questo punto Lucina fu costretta a scavallare le gambe per andare a vedere e in quel momento Alcmena, liberata dall’impedimento partorì dando alla luce Ercole, il più forte tra gli eroi”.

 Galati è, quindi, considerata la prima “Doula” della storia.

Il mito di Galati fornisce la possibilità di analizzare il parto non solo da un punto di vista fisico, ma anche, e soprattutto, psicologico.

Carmen Giordano

A volte forse ... un po’ sopra le righe, ma questa caratteristica mi permette di adattarmi alle situazioni più varie. Sono Carmela Giordano, ma preferisco essere chiamata Carmen, ormai è tutta la vita che mi presento così e a volte mi sbagliano anche i documenti, ma non fa niente, si correggono. Nel 2001 mi laureo il psicologia presso l’ateneo di Urbino. Il lavoro di tesi mi porta ad avvicinarmi ad un mondo “senza parole” fatto di sensazioni, ad un mondo dove … “non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi” (da Il piccolo principe). Divento insegnante di massaggio infantile e socia dell’AIMI, Associazione Italiana Massaggio Infantile. Negli anni, conseguo altre certificazioni, perfezionamenti e specializzazioni. Con la tesi di specializzazione, discussa nel novembre del 2008, riesco ad unire le due passioni della vita: il teatro, con lo studio del "Metodo Stanislavskij" e la psicologia, con l’ottica Funzionale. Nel tempo mi sono occupata di tanti ambiti diversi: clinica, formazione, psicodiagnosi, marketing ed organizzazione di eventi, editoria ed altro.