Epidemia in Cina: un “weaponized virus”?

Il mondo in allarme per il misterioso coronavirus cinese

Un bio laboratorio per lo studio e la ricerca sui virus

Il sospetto circolava da tempo ed ora sta diventando realtà. Nella città dove è iniziata l’epidemia, si trova il laboratorio militare cinese che studia e sviluppa i virus mortali quali armi biologiche. Secondo Dany Shoham, ex ufficiale dell’intelligence militare israeliana ed esperto di guerra batteriologica, a Wuhan si sviluppa un programma segreto di armi chimiche per l’elaborazione di virus mortali e senza antidoto.

La rivista americana “Nature”

Il sospetto che non fosse qualcosa derivante da un contagio con pipistrelli o serpenti è sorto immediatamente quando molti scienziati hanno manifestato il loro scetticismo al riguardo. La rivista “Nature” ha subito messo fortemente in dubbio la ricostruzione proposta dal governo cinese ed ha pubblicato un articolo fortemente critico. A confermare questo scetticismo è stato il noto virologo dell’università di San Paolo del Brasile, Paulo Eduardo Brandão, che ha affermato: “la natura stessa del coronavirus contempla una famiglia molto allargata, all’interno della quale manca una prova certificata rispetto al possibile coinvolgimento di rettili nella sua formazione. Lo stesso vale per altri mammiferi e uccelli”.

Perché un laboratorio a Wuhan con il massimo livello di sicurezza?

L’ipotesi peggiore, e cioè che il virus sia opera dell’uomo, trova un suo riscontro nel febbraio del 2017 e proprio dalla rivista scientifica “Nature”. Un reportage mostrava dall’interno l’allora nascente laboratorio dell’Università di Wuhan dedicato alle ricerche sull’immunologia e il metabolismo (Center for Immunology and Metabolism del Medical Research Institute). Quello che balzava immediatamente agli occhi erano le misure estreme di sicurezza: l’edificio era in grado di resistere a terremoti di magnitudo 7 e tutti gli accorgimenti presi classificavano il laboratorio come Bsl-4, il massimo grado attuale di bio-contenimento.

Sars, Ebola, Lassa… le armi invisibili

Sempre secondo la rivista “Nature”, in questo centro si potevano trattare a scopo militare gli agenti patogeni più pericolosi al mondo come la Sars, l’Ebola, la febbre emorragica del Congo e il Lassa virus dell’Africa Occidentale. Si sintetizzavano quindi i famosi “weaponized virus”, gli agenti patogeni modificati in laboratorio per la guerra batteriologica. Presto scopriremo se certe sceneggiature catastrofiche hollywoodiane si stanno trasformando in realtà, ma per il momento possiamo solo osservare che improvvisamente tutto il mondo è in allarme.

Le contromisure cinesi

Il cordone sanitario in Cina è stato esteso a 56 milioni di abitanti, quasi l’intera popolazione italiana, e la dichiarazione del presidente Xi Jinping certo non tranquillizza con quel suo: “L’epidemia accelera, ma possiamo farcela”. Il numero dei morti è salito a 41 con circa 1359 casi confermati di persone contagiate. Per arginare l’epidemia che si sta diffondendo, 13 sono le città isolate ed è stata imposta la chiusura di parte della Grande Muraglia e della Città Proibita. A Wuhan sono stati inviati ben 450 medici militari, ma nel suo secondo intervento il presidente cinese ha dichiarato che “la situazione è grave e l’epidemia purtroppo continua ad accelerare. Finché avremo fiducia costante, lavoreremo insieme, con prevenzione e cure scientifiche e politiche precise, saremo sicuramente in grado di vincere la battaglia”.

Ospedali costruiti in 10 giorni

Di quanto sia preoccupante la situazione lo dimostra il fatto che un nuovo ospedale sarà costruito nella città-focolaio Wuhan con 1.300 posti letto che si sommerà all’altra struttura di cura in fase di costruzione, pronta in dieci giorni: un record assoluto anche per la Cina. A noi, semplici spettatori di un evento straordinario e mortale, non resta che sperare e augurarci che l’uomo impari qualcosa dai propri errori.

Massimo Carpegna