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Fase 2: si posso portare i nipoti dai nonni?

Ieri il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha annunciato il nuovo Dpcm del governo, il cui testo ufficiale si può trovare qui.
L’entrata in vigore del decreto è prevista per il 4 maggio 2020 e, con essa, comincia la “Fase 2” della pandemia da Covid-19. Con questo nuovo documento ufficiale è possibile capire cosa si potrà fare e cosa rimarrà, momentaneamente, ancora vietato. Cerchiamo qui, di chiarire ogni dubbio e di rispondere ad ogni domanda.
Per quanto riguarda gli spostamenti all’interno della Regione
Gli spostamenti interregionali si possono effettuare ma esclusivamente se si soddisfano quattro motivazioni valide: lavoro, urgenze, motivi di salute, visite ai congiunti. Con questo nuovo decreto, si è aggiunta una nuova giustificazione, cioè quella della visita ai congiunti. Una novità rispetto alla fase 1: «si considerano necessari gli spostamenti per incontrare congiunti», nel solo caso in cui «venga rispettato il divieto di assembramento» (vietate feste tra parenti) e «il divieto interpersonale di almeno un metro», e «vengano utilizzate protezioni delle vie respiratorie».
Cosa intende Conte quando parla di congiunti
Con congiunti, in base a quanto riportato anche dal dizionario, si intende “familiari”. Per quanto riguarda l’interpretazione del Governo, si intendono: figli, genitori, nonni, nipoti, cugini.
Quindi si possono portare i nipoti a far visita ai nonni?
Sì, ma bisogna che, sia adulti, sia bambini, indossino le mascherine protettive e mantengano un minimo di distanza di sicurezza di 1 metro. Se i fidanzati rientrano tra i congiunti, nel decreto non è precisato, ma le coppie di fatto rientrano tra i congiunti. Se mi posso riunire con i congiunti, posso fare anche una festa o una cena tra amici? La risposta resta ancora negativa. Inoltre, questa motivazione non rientra neanche tra i motivi validi per gli spostamenti.
Le mascherine
La domanda è: dov’è che sarà obbligatorio indossarle e dove no?
Negli ambienti chiusi ovviamente, come per esempio: negozi o negli uffici pubblici. Ma non solo.
Il decreto parla di: “luoghi chiusi accessibili al pubblico, inclusi i mezzi pubblici e comunque in tutte le occasioni in cui non sia possibile garantire continuativamente il mantenimento della distanza di sicurezza“. Per luoghi chiusi accessibili al pubblico si intendono: gli esercizi commerciali, gli uffici pubblici, i locali dove è consentito l’accesso al pubblico. Per luoghi di lavoro, invece, si intendono le aziende e gli uffici. Solitamente, in ambienti dove le distanze di sicurezza tra le postazioni sono garantite, l’uso della mascherina non è obbligatorio.
Per quanto riguarda gli spostamenti all’interno da Regione a Regione
Se sono in una Regione diversa da quella dove risiedo posso tornare a casa?
Se ci si trova in una Regione differente rispetto a quella dove solitamente si risiede, il rientro presso il proprio domicilio è consentito. In questo caso, si deve fare la quarantena soltanto se previsto dalle ordinanze regionali. Mentre se ci si trova all’Estero, è sempre consentito il rientro al proprio domicilio ma si deve rimanere 14 giorni in quarantena.
Per ogni spostamento bisogna sempre compilare l’autocertificazione con tanto di motivazione giustificante.
Quindi ci si può spostare nelle seconde case al mare, in montagna, al lago, o in qualsiasi altra zona rispetto al proprio domicilio? La risposta è negativa, perché non è prevista dai quattro motivi di urgenza.
Passeggiate all’aperto e attività fisica
A partire dal 4 maggio si potrà andare a passeggiare, anche lontano da casa, superando i 200 metri previsti dalla legge.
Per quanto riguarda l’attività sportiva e motoria, con il nuovo decreto è consentito: «svolgere individualmente o con accompagnatore per i minori o le persone non completamente autosufficienti attività sportiva o attività motoria, purché nel rispetto della distanza di sicurezza interpersonale di almeno due metri per l’attività sportiva e di almeno un metro per ogni altra attività». Andare in bici rientra tra gli sport all’aperto, quindi è consentito.
Il bagno in mare è concesso a chi è residente in un posto di mare, così come per chi vive in montagna è consentita una passeggiata tra i boschi.
Ci si potrà allungare addirittura ai parchi pubblici, alle ville e ai giardini pubblici ma: «è condizionato al rigoroso rispetto» del divieto di assembramento e «della distanza di sicurezza interpersonale di un metro». Inoltre, la scelta dell’apertura dei parchi ricadrà sempre sui sindaci delle città, che potranno disporre temporanee chiusure specifiche di aree in cui non sarà possibile assicurare il rispetto della distanza di sicurezza. Per questo motivo, restano chiusi gli ambienti attrezzati per il gioco dei bambini.
Centri sportivi e negozi. Quando riaprono?
Non è consentito allenarsi nei centri sportivi che restano chiusi fino al 18 maggio 2020. Per quanto riguarda le palestre, la data di riapertura non è stata ancora fissata e sarà decisa solamente una volta ricevuto il parere del Comitato tecnico scientifico. Attualmente nel decreto si dice solo che le attività di palestre, centri sportivi, piscine, centri natatori, centri benessere e centri termali restano sospese.
Per tutti quelli che si stanno domandando per quando è prevista la riapertura dei negozi al dettaglio, la data è sempre il 18 maggio 2020. Sono da escludere da questo settore i centri commerciali e i mercati rionali. Parrucchieri, barbieri e centri estetici, invece, per ripartire dovranno attendere gli inizi di giugno.








