Fecondazione eterologa: ecco le linee guida

fecondazione eterologa

Dopo la caduta del divieto di fecondazione eterologa grazie alla sentenza della Corte Costituzionale, arriva il documento con le nuove linee guida. Le stesse arrivano in seguito alle dichiarazioni delle settimane appena trascorse, delle prime tre gravidanze iniziate grazie alla fecondazione eterologa.

Ad annunciare il tavolo di lavoro è stata la ministra Beatrice Lorenzin il 2 luglio del 2014. La stessa aveva confermato che entro il 31 luglio vi sarebbero stati i primi frutti del lavoro e così è stato. La stessa Beatrice Lorenzin ha confermato il decreto legge con le linee guida prevede anche che i costi della fecondazione eterologa saranno a carico del servizio pubblico almeno in parte.

Ricordiamo che la fecondazione eterologa permette di far ricorso alla fecondazione medicalmente assistita anche nel caso in cui uno, o entrambi, i futuri genitori sia sterile e quindi è possibile far ricorso a donatori esterni alla coppia, ciò non era possibile in base alla originaria formulazione della legge 40 del 2004 che disciplina la fecondazione assistita e conteneva l’espresso divieto di fecondazione eterologa.

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Il primo dato da raccogliere è l’anonimato riservato al donatore di sperma o di ovuli. Il secondo punto importante è il limite posto al numero di donazioni che possono essere effettuate dal singolo donatore, non più di 10 in una popolazione di 800.000 abitanti, infatti, si vuole evitare che ci sia un elevato rischio di consanguineità con tutti i problemi genetici possibili in caso di accoppiamenti tra fratelli non conosciuti.
I donatori devono restare anonimi, l’anonimato del donatore può venir meno solo nel caso in cui ci siano motivi di salute che interessino il figlio.
Possono essere donatori o donatrici anche coloro che a loro volta si stanno sottoponendo a fecondazione assistita o quelli che hanno congelato in passato gameti o sperma.
I donatori devono essere sottoposti a screening accurati e quindi non possono essere portatori di malattie genetiche, non devono avere malattie sessualmente trasmissibili, questo è solo l’inizio perché il documento reso noto nei giorni passati di ben 16 pagine contiene un elenco accurato di tutti gli esami che devono essere eseguiti per anticorpi, antigeni, epatite, spermiocultura…
Le donne potranno procedere ad inseminazione fino alla menopausa, ma dopo i 45 anni di età è consigliato prima eseguire un’approfondita valutazione medica anche con visita cardiovascolare, mentre per i donatori il limite è fissato in 35 anni per le donne e 45 per gli uomini.
Il documento, che dovrebbe presto avere il sigillo di decreto legge e quindi entrare in vigore immediatamente per poi essere convertito in legge entro 60 giorni o decadere, consiglia anche una valutazione psicologica per i donatori di gameti che sia eseguita da uno psicologi esperto in salute mentale, stessa indicazione anche per i riceventi. In quest’ultimo caso la valutazione psicologia deve affrontare anche il delicato tema della comunicazione del metodo di procreazione adottato al figlio.

Una cosa da sottolineare nel documento è la linea morbida, ovvero un insieme di locuzioni come “è fortemente raccomandato” ; “è preferibile”, l’uso di verbi al condizionale, che se lasciate anche nel prosieguo del procedimento che porterà all’applicazione concreta delle stesse potrebbe dar luogo ad un ampio spettro di discrezionalità da parte dei centri di fecondazione assistita.
Per chi fosse interessato ecco il documento che con molta probabilità riceverà presto il sigillo di decreto legge e quindi sarà immediatamente esecutivo.

http://sifes.it/wp-content/uploads/2014/07/DOCUMENTO-LINEE-GUIDA.pdf

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