Forte terremoto scuote Pakistan e Afghanistan

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Lunedì pomeriggio alle 14:30 ora locale un forte terremoto di magnitudo 7,5 sulla scala Richter ha scosso profondamente Pakistan, Afghanistan e parte dell’India, provocando morte e distruzione in soli cinque minuti. I villaggi delle zone montuose tra Pakistan e Afghanistan nella regione dell’Hindu Kush sono stati i più colpiti perché più vicini all’epicentro; è in queste zone che si sono registrati i danni maggiori e anche il maggior numero di vittime.

Quando la terra ha cominciato a tremare molto violentemente tutti si sono riversati immediatamente in strada e dappertutto ci sono state scene di panico, urla e pianti. In Afghanistan, nella località di Taluqan, dodici studentesse molto giovani di una scuola femminile sono rimaste uccise proprio perché schiacciate dalla calca creata da compagne, insegnanti e personale scolastico che fuggivano disordinatamente, e altre trentacinque sono rimaste ferite. Molte località e i villaggi delle zone di montagna più impervie sono ancora irraggiungibili per via delle numerose frane che hanno fatto crollare strade e ponti. Anche le autostrade in molti punti sono state gravemente danneggiate; un viadotto è crollato sulla Karakoram Highway, la principale arteria stradale che collega il Pakistan alla Cina.

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Le linee elettriche e telefoniche sono saltate in più punti e questo sta rendendo le comunicazioni molto difficili, senza contare che mancano generi di prima necessità come acqua, cibo e sopratutto medicinali per curare i numerosissimi feriti. I governi di Pakistan e Afghanistan hanno dichiarato lo stato di emergenza e hanno chiesto a tutte le agenzie di soccorso il massimo sforzo possibile; anche i talebani hanno fatto sapere che nelle zone sotto al loro controllo non ostacoleranno i soccorsi e si impegneranno per aiutare le persone delle aree più colpite. Il Primo Ministro pakistano ha interrotto frettolosamente la sua visita di stato a Londra per tornare in patria e approntare al più presto un centro per il coordinamento dei soccorsi.

Il sisma è stato avvertito chiaramente anche nella regione contesa del Kashmir e in India, tanto che anche nella capitale indiana New Delhi gli edifici hanno tremato violentemente e la popolazione spaventata si è riversata in strada.

Al momento il bilancio è di trecentoquaranta morti e migliaia di feriti, senza contare gli sfollati e le persone rimaste senza casa e quindi senza un riparo dal freddo; si continua a scavare senza sosta tra le macerie in cerca di persone e animali domestici intrappolati ma ancora vivi. A molti è sembrato di rivivere l’incubo di dieci anni fa, quando un terremoto di magnitudo simile causò ottantasettemila morti e quasi tre milioni di senza tetto.

Secondo gli studiosi questo terremoto non è collegato a quello che in aprile fece novemila morti in Nepal, ma avvertono che le scosse di assestamento sono destinate a durare per molto tempo.          

Sono una ragazza di trenta anni con Laurea triennale in Studi Internazionali e Laurea magistrale in Scienze del governo e dell'amministrazione; ho anche frequentato un Master e vari corsi post laurea. Conosco oltre all'italiano, inglese e francese e il tedesco a livello base. Le mie passioni sono leggere, scrivere di attualità, ambiente e animali e viaggiare per scoprire sempre posti nuovi. Oltre che per Quotidian Post scrivo anche per Prima Pagina on line, Notiziario Estero e Report Difesa. Ho anche un blog personale http://valeryworldblog.com
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