Estero
Giallo sulla morte dell’ambasciatore cinese Du Wei

È stato trovato morto, questa mattina, nella sua casa ad Herzliya, in Israele, l’Ambasciatore cinese Du Wei. Era arrivato lo scorso marzo, proprio nel pieno della pandemia di coronavirus nel paese. Il diplomatico è stato ritrovato nel suo letto, senza alcun segno di violenza sul suo corpo. Una delle supposizioni, è un arresto cardiaco, ma la polizia, ha aperto comunque un’inchiesta.
Per oggi pomeriggio, era previsto il giuramento del nuovo Governo Israeliano; proprio per questo, la notizia della sua morte, ha creato un grande sconcerto. Sicuramente, in un altro momento storico, il decesso non avrebbe suscitato sospetti.
Il giallo su Du wei
Il giallo prende strada, dalle forti discrepanze fra Washington e Pechino, che si contendono ambiti di business in Israele, considerato un Paese strategico sulla Via della Seta.
Du Wei, era stato nominato a Capo della Diplomazia Cinese nello Stato ebraico, dopo aver ricoperto il ruolo di Ambasciatore in Ucraina.
Le cause del decesso, sono per adesso sconosciute. Egli aveva scritto pochi giorni fa, un articolo sul Jerusalem Post, sulla vicinanza e la resilienza dei popoli israeliani e cinesi, anche in risposta alle innumerevoli critiche del Segretario di Stato americano Mike Pompeo, durante la sua visita nel Paese, la scorsa settimana.
Gli attacchi di Pompeo
Nella sua visita terminata tre giorni fa, Pompeo ha conferito soprattutto di Cina. In un’intervista alla tivù di Stato, ha asserito che la Casa Bianca non vuole che il Partito Comunista Cinese, abbia ingresso alle infrastrutture israeliane ed al sistema di telecomunicazioni. Questo scenario, mette i cittadini israeliani a rischio.
Il riferimento riguarda i contratti sullo sviluppo della rete 5G e altresì, sulla concessione al porto di Haifa, che sarà modificato dai cinesi, in un grande hub del Mediterraneo orientale, a pochi passi da una base militare, che accoglie spesso le navi della Sesta flotta.
Da circa due anni Washington fa pressione, perché questi progetti siano annullati. Anche la tanto attesa collaborazione, nella lotta al coronavirus, ha un aspetto cinese, perché aziende di Pechino, già collaborano con laboratori israeliani, specie nel campo dei test rapidi.
Un rapporto dell’Università di Haifa dei ricercatori Benjamin Miller e Moran Zaga, ha preannunciato queste tensioni fra Usa e Israele. I ricercatori sottolineano, che l’epidemia, è sfruttata ai massimi livelli dalla Cina, per aumentare il suo ingresso in Medio Oriente.
La risposta dell’ambasciatore prima di morire
L’Ambasciatore Cinese Du Wei, in risposta a tutto questo, aveva dichiarato che Pompeo, da tempo, considera prodotti ed investimenti cinesi come rischi per la sicurezza, senza però avere prove che sostengano le sue accuse.
Du Wei, aveva anche sostenuto la questione degli investimenti cinesi nelle infrastrutture israeliane, delineando i rapporti tra i due Paesi, come di un rapporto di vantaggio reciproco.








