Giordania, parte l’ “Operazione martire Muath” contro l’Isis

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Enorme è stato in Giordania lo shock per l’atroce esecuzione da parte dell’Isis del pilota Muath al Kassasbeh ed il Regno Hashemita ha deciso di reagire con energia (ha già giustiziato i due terroristi che avrebbero dovuto essere scambiati con il suo ostaggio e con quello giapponese), lanciando un’operazione militare, in collaborazione con gli Usa, intitolata al “martire”: “Pagheranno per ogni capello di Muath”, è l’affermazione conclusiva di un comunicato delle Forze Armate. Giovedì sono state bombardate postazioni dello Stato Islamico, distrutti depositi di munizioni e centri di addestramento con il dispiegamento di decine di caccia. “Ed è solo l’inizio, colpiremo l’Isis ovunque”, ha assicurato ai microfoni della Cnn il ministro degli Esteri giordano Nasser Judeh intervistato dalla Cnn. La Giordania sta valutando anche la possibilità di un’azione di terra contro la minaccia terroristica.

Intanto aerei militari (gli stessi F 16 che guidava il pilota ucciso) hanno sorvolato Karak, la città dove viveva Muath al Kassabesh e re Abdallah II e la regina Rania hanno fatto visita alla sua famiglia, abbracciato la giovane vedova, Anwar Tarawneh, che era sposata con lui  da soli cinque mesi (nella foto con la sovrana).

Il sovrano giordano, accusato di essere un burattino nelle mani degli Americani e di essere stato messo sul trono “da papà” (re Hussein) senza avere alcuna esperienza di governo, con questa sfida contro l’Isis dovrà necessariamente dimostrare il contrario. Finora sta ascoltando gli umori della gente (che vuole vendetta, a cominciare dal padre del ragazzo ucciso), ma potrebbe rivelarsi un passo falso quello di aver scarcerato in queste ore il qaedista di origine palestinese Abu Mohammed al Maqdesi (“nome di battaglia” di Issam Taher al Barqawi), 55 anni, considerato il padre spirituale di Abu Mussab al Zarqawi, il quale attentò anche alla vita degli stessi reali hashemiti. Al Maqdesi ha condannato duramente l’omicidio del pilota giordano, affermando che “non è accettabile da nessuna fede, da nessun essere umano” e che “lo Stato basato sulla legge islamica deve unire e non dividere i musulmani”: ma è sempre di al Qaeda, appunto vuole anch’egli uno Stato basato sulla sharia e considera “miscredente” il regime giordano.

 

Dopo la maturità classica, mi sono laureata all'Università Cattolica del Sacro Cuore a Milano in Scienze dell'Educazione, con una tesi in Pedagogia Interculturale dal titolo "Donna e Islam: la questione del velo". Scrivo per diverse testate on-line come "Al-Maghrebiya", "Ebraismo e dintorni", il blog del "Legno Storto" su argomenti riguardanti il mondo arabo e islamico, soprattutto per quanto riguarda la condizione della donna, il Medio Oriente, Esteri, immigrazione e integrazione. Ho scritto due racconti: "Dopo la notte" (Il Filo, 2009) e "Soltanto una donna" (Albatros - Il Filo, 2011).
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