Benché in tutto il mondo, siano tante le domande a cui si cerca di rispondere riguardo la diffusione del virus, per i Paesi Africani, le incognite sono davvero innumerevoli. La previsione dei possibili sviluppi della pandemia in Africa, è complessa. Questo perché non è sufficiente focalizzarsi solo sugli aspetti collegati alla diffusione della malattia, prescindendo dal contesto del paese in questione.
L’esplosione delle disuguaglianze
C’è chi ancora pensa che la pandemia, per via della sua diffusione globale, sia una specie di livella destinata a colpire tutti. Il coronavirus, al contrario, avrà un impatto devastante verso chi ha di meno, verso chi è più esposto ai rischi, verso chi non può contare su una struttura statale ricca e solida.
Si stanno proteggendo posti di lavoro, con strumenti ed ammortizzatori sociali e si stanno pagando questi ammortizzatori, attingendo al debito pubblico. Questo significa che si stanno impiegando le riserve che erano destinate agli investimenti. Ma tutto questo non trova spazio nei Paesi Africani, essendo privi di risorse e di beni necessari alla sopravvivenza.
L’assenza di acqua potabile
Almeno la metà della popolazione africana è priva di un accesso all’acqua potabile. È per questo che, da settimane, gli esperti di tutto il mondo, hanno lanciato l’allarme: in caso di ampia diffusione del covid-19 in Africa, si rischia una catastrofe. Una catastrofe umanitaria, sanitaria ed economica.
La scarsità di tamponi
Sembra impossibile affidarsi ai tamponi, in quanto la distribuzione di quest’ultimi, resta al di sotto di quanto necessario. Vi è una forte carenza dei test; basti pensare ai Paesi composti da 200 milioni di abitanti, alla quale sono stati commissionati solo circa 5000 test. Il sistema sanitario del Sudafrica è saturo. I paesi africani potrebbero diventare il prossimo epicentro della pandemia. Senza dimenticarci che, il virus tende a diffondersi in aree sovraffollate; dunque, in questi Paesi, è impossibile praticare il distanziamento sociale.
Cosa è possibile fare?
Necessario è concentrarsi sulla prevenzione, piuttosto che sul trattamento del Covid 19, in quanto i paesi africani non hanno la capacità di curare molti pazienti. Questo, per ridurre al minimo, la percentuale di persone che arrivano al punto di aver bisogno di rianimazione in terapia intensiva. Se non verranno adottati strumenti inutili a mettere fine alla diffusione di questo virus, rischiano di morire tra le 300 mila i 3 milioni di persone in Africa.
Inoltre è previsto lo stop alle vaccinazioni contro la poliomielite, a causa del Covid. Il programma di vaccinazione contro la poliomielite in Africa, a breve sarà sospeso a causa del Coronavirus. Secondo il capo del programma per la poliomielite, della sezione africana dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, il programma di vaccinazione contro la poliomelite, anche se fondamentale, sarà sospeso, almeno fino alla seconda metà del 2020.
Il contributo del Papa
Fin dall’inizio del suo Pontificato, Papa Francesco, ha sempre ribadito di volere una Chiesa che sia ospedale da campo, aperta verso tutti, senza giudicare alcuno. Parole seguite dai fatti, dal momento in cui Papa Francesco, si è sempre prodigato con gesti di vicinanza verso i più bisognosi.
La Chiesa ha istituito un fondo di emergenza, invitando le realtà ecclesiali a contribuire, sulla base delle proprie possibilità. Papa Francesco, ribadisce come nella sola Africa, ci siano oltre 70.000 suore e 45000 sacerdoti, che gestiscono ospedali e cliniche, case per anziani e persone vulnerabili. In molte aree rurali, sono gli unici fornitore di assistenza sanitaria. Proprio per questo, il Santo Padre, invita l’intera vasta rete della Chiesa, ad affrontare le sfide di questo difficilissimo momento storico.











