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Gli scontri negli U.S.A non si fermano: altri due morti a Chicago

Ancora disordini e violenti scontri negli Stati Uniti: la morte dell’afroamericano George Floyd, di 46 anni, ucciso in uno scontro con la polizia a Minneapolis, ha dato vita a ondate di proteste che hanno colpito l’intera America e questa volta a finire al centro dell’attenzione sono stati gli scontri avvenuti nella periferia ovest di Chicago, precisamente nella zona Cicero. Qui sono rimaste uccise due persone e altre 60 sono finite agli arresti: i disordini hanno preso il via in seguito ad una serie di saccheggi ai danni di attività commerciali. Anche nello stato di New York la situazione si presenta drammatica: un suv ha travolto le forze dell’ordine ferendo due agenti, uno di New York e l’altro di Buffalo. Le persone a bordo dell’auto sono state tutte arrestate.
Trump vuole riportare l’ordine a ogni costo: userà anche l’esercito se servirà
Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha fatto sapere di essere pronto anche a ricorrere all’aiuto dell’esercito, se fosse necessario per sedare le rivolte e riportare l’ordine negli stati americani. Il Presidente ha dichiarato di ritenere le contestazione nate dalla morte di Floyd “una disgrazia” e di non essere più disposto a tollerare che il Paese rimanga nelle mani di anarchici e rivoltosi come lo è stato negli ultimi giorni. A legittimare le sue parole è l’Insurrection act, secondo cui il Presidente può in casi eccezionali disporre delle forze dell’esercito e della polizia: l’ultimo ricorso a tale atto è stato da parte del Presidente Thomas Jefferson nel 1992 per fermare l’ondata di proteste di Los Angeles.








