Guterres spinge per il cessate il fuoco. Cisgiordania, uccisi sei palestinesi a Far’a

Nuova operazione delle IDF in Cisgiordania: sei morti a seguito di scontri armati. Guterres, segretario generale ONU, continua a spingere per un cessate il fuoco immediato

In un discorso al Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, il segretario generale Antonio Guterres ha continuato a rimarcare la necessità di trovare un accordo sul cessate il fuoco, così da fermare i “bombardamenti, le restrizioni israeliane alla circolazione e la carenza di carburante”. Per Guterres, che continua a spingere per arrivare a un cessate il fuoco, la comunità internazionale “deve fare tutto il possibile per porre fine al calvario dei civili di Gaza”.

Tutto questo mentre le forze armate di Tel Aviv continuano a spostare le loro attenzioni nei confronti della città di Khan Yunis, la più grande e popolosa della Striscia, diventata da pochi giorni obiettivo principale dei bombardamenti israeliani. Il centro cittadino ha visto scontri armati e attacchi di tipo aereo che non hanno risparmiato edifici residenziali e luoghi prima considerati sicuri dalle stesse IDF.

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Intanto le violenze non continuano solo a Gaza, ma anche in varie località della Cisgiordania. Nel campo profughi di Far’a, a nord di Nablus, le forze armate israeliane hanno condotto nella mattinata di venerdì una breve operazione di arresto ai danni di due palestinesi. Ne è conseguito uno scontro armato in cui, riporta il Times of Israel, almeno sei palestinesi sarebbero stati coinvolti e uccisi negli scontri a fuoco con i militari che circondavano uno dei più grandi campi profughi nel cuore della Cisgiordania.

Dall’inizio dello scontro tra Hamas e Israele del 7 ottobre, le truppe israeliane presenti nei territori occupati della Cisgiordania hanno arrestato oltre 2.000 persone, di cui una buona parte di queste (1.100) è considerata “affiliata ad Hamas”, scrive sempre il Times of Israel. I morti e i feriti palestinesi sarebbero invece rispettivamente 266 e 3.365.