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Haiti nel caos totale, all’orizzonte una possibile guerra civile

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L’ormai noto e temuto capo di una federazione di gang ad Haiti, Jimmy Chérizier, soprannominato “Barbecue”, ex agente di polizia d’élite, ha tuonato questa minaccia. Scoppierà una guerra civile se il Premier, Ariel Henry, non annuncia le sue dimissioni. E ha proseguito dicendo “Andremo avanti e non ci fermeremo. Questa rivolta porterà a un genocidio”.

Ciò che vogliono Barbecue e i suoi è smantellare il sistema e hanno dichiarato apertamente che per conseguire il risultato verseranno tutto il sangue che sarà necessario. Tutto questo avveniva in territorio haitiano mentre Ariel Henry sbarcava a Porto.

Secondo il Dipartimento di Stato americano ieri il Premier Ariel Henry sarebbe dovuto tornare sull’isola caraibica, ma i grossi problemi di sicurezza nell’aeroporto di Port-au-Prince hanno impedito il suo rientro. Risulta, infatti, che il velivolo privato era decollato dall’aeroporto statunitense di Teterboro, nel New Jersey. Non si hanno altri aggiornamenti in merito al momento.

Nel frattempo, ieri sera si è tenuta una riunione del Consiglio di Sicurezza dell’Onu. Si è trattato di una sessione a porte chiuse resasi necessaria dopo le informazioni apportate dal capo missione dell’Onu a Port-au-Prince, Maria Isabel Salvador, in merito all’enorme criticità della situazione sul territorio haitiano.

Il Segretario Generale, Antonio Guterres, ha lanciato un nuovo appello alla comunità internazionale affinché si mobiliti con supporto, innanzitutto finanziario, alla popolazione di Haiti in balia di queste gang.

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