Puglia
Il Comune di Pulsano acquisisce l’ex Mulino Scoppetta (Foto)

L’Acquisizione dell’ex Mulino Scoppetta da parte del Comune di Pulsano
Il comunicato stampa del Consigliere Indipendente, Angelo Di Lena, in merito a quanto riportato in oggetto
Nel prossimo consiglio comunale di Pulsano, tra i temi caldi all’ordine del giorno, vi è l’acquisizione dell’Ex Mulino Scoppetta.
![]()

Il Consigliere Indipendente, Angelo Di Lena, pulsanese d’origine, farà luce e ci spiegherà la struttura e le ragioni del suo voto a favore dell’acquisizione di questo antico opificio produttivo.
“Per chi non conoscesse questa meravigliosa struttura – esordisce Di Lena, proferendo, poi, la spiegazione riportata di seguito – possiamo dire che il mulino Scoppetta è, difatti, un mulino a cilindri, situato in via Conte di Torino, a Pulsano, costituito da un complesso architettonico in muratura con soppalchi lignei. L’apparato del Mulino presenta quattro livelli e una torre annessa per la pulitura dei grani. Al primo livello, sotto la quota stradale, c’è l’albero di trasmissione, al secondo ben sette laminatoi a cilindri; infine, al terzo e al quarto livello vi è la buratteria.
La struttura meccanica – evidenzia – risale al 1911 quando la ditta italo-svizzera Fratelli Buhler fornì buona parte dei macchinari presenti in loco ancora oggi.
Questa struttura, la quale verrà presto acquisita dal Comune – sottolinea il Consigliere Indipendente – era un antico opificio di proprietà degli “eredi famiglia Francesco Scoppetta” (1853-1918) che giunse da Atrani, in provincia di Salerno e si stabilì a Pulsano cominciando con un piccolo mulino a macine per poi fondare il Farinificio Industriale e anche il Pastificio Francesco Scoppetta, molto noto nel territorio (e anche nei paesi limitrofi).
Il Farinificio – comunica Di Lena – ha smesso di “svolgere le sue funzioni” intorno al 1970. La struttura è rimasta inattiva per tanto tempo – spiega – per poi, nel 2001, venire decretata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali struttura di interesse particolarmente importante e, di conseguenza, sottoposta a vincolo.
L’acquisizione di questo bene da parte del comune di Pulsano rappresenta – esplica mettendo in luce la rilevanza della struttura e del bene come patrimonio storico – culturale (e non solo) – secondo me, una opportunità per l’interesse storico e culturale che ha e per le sue potenzialità sul piano turistico, come possibile contenitore di una struttura museale, come lo stesso museo della civiltà contadina di Pulsano, a oggi allocato presso il castello De Falconibus, il quale – conclude – potrebbe essere destinato ad altri usi, ovvero più consoni e, al contempo, adatti a una struttura così antica. Con la coesione, la volontà comune e l’apporto della politica – termina – tutta Pulsano può crescere e coltivare sempre nuove idee“.








