Integratori alimentari : favoriscono il cancro alla prostata?

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Integratori alimentari: favoriscono il cancro alla prostata? La recente ricerca eseguita presso la Città della Salute e della Scienza di Torino, di cui ho parlato qualche giorno fa ha scatenato non poche polemiche.

Non si è fatta attendere infatti la risposta degli esperti  di  Federsalus i quali hanno messo in dubbio la validità dello studio eseguito dai ricercatori presso la Città della Salute e della Scienza di Torino, precisando che “Lo Studio è stato condotto su soggetti  con manifestazioni già conclamate di adenoma precanceroso. ”  Ciò cosa significa ?Che nello studio in oggetto sono stati trattati 60 pazienti avente già un rischio elevato di sviluppare un tumore.

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Federsalus, ha voluto precisare, che nello studio in oggetto ” I prodotti impiegati non sono integratori alimentari in quanto due delle sostanze  oggetto dello studio ( licopene contenuto ad esempio nei pomodori, e le catechine contenute nel Té verde) sono state assunte in quantità doppie rispetto all’uso raccomandato dalle Linee Guida del Ministero della Salute”

E cosa ha dichiarato  il Professore Alberto Martina, consultato da Federsalus, medico e professore presso il Dipartimento di Scienza del farmaco dell’Università di Pavia? “Qualunque prodotto usato fuori da un range di tollerabilità può costituire un pericolo in presenza di una lesione. Questo studio dimostra che l’uso incongruo di determinati principi attivi, e non di integratori  non dà un effetto favorevole, e non riesce a fermare  l’evoluzione di un tumore prostatico il che è ben diverso dal dire che gli integratori aumentano il tumore alla prostata.”

Anche il parere dell’ Aippa  , Associazione italiana industria alimentare, la quale è in collaborazione con Giovanni Scapagnini, biochimico clinico e docente presso l’Università degli Studi del Molise, non è molto diverso da quello di Federsalus, la quale aggiunge “che i tre composti quali selenio, licopeni e polifenoli, considerati singolarmente in studi più ampi, hanno invece dimostrato efficacia nel preservare la fisiologia prostatica,o comunque nessun rischio di insorgenza del cancro”

Dunque niente allarmismi? Pare di no visto che la risposta da parte  dei ricercatori che hanno eseguito lo studio , non è mancata.

Infatti ciò è quanto hanno dichiarato i responsabili scientifici, dello Studio Prot. Pros, Paola Brusa e Paolo Gontero” Si sottolinea che le contestazioni relative ai dosaggi somministrati nel corso dello studio in oggetto non hanno alcun fondamento. Per quanto riguarda il tè verde l’estratto secco che è stato utilizzato nel corso dello studio aveva un titolo in epigallocatechinagallato (EGCG)  tale per cui per ogni giorno di trattamento sono stati somministrati ai soggetti arruolati 224.mg di EGCG su un totale di 600 mg di polifenoli totali. Secondo il Ministero della salute in base a quanto riportato nel documento “altri nutrienti e altre sostanze ad effetto nutritivo e fisiologico ” la dose giornaliera di EGCG deve essere al massimo pari a 300 mg, quindi superiore a quanto somministrato nel corso dello studio. Il Ministero della salute non fornisce un indicazione in merito alla dose massima die  di polifenoli totali.”

E il licopene? I ricercatori dichiarano “Nel luglio del 2009, al momento dell’approvazione del protocollo Protpros da parte del Comitato  etico di competenza, il Ministero della Salute non riportava una dose massima die.

Al contrario elencava la sostanza in questione tra quelle per cui “non sono stati stabiliti livelli massimi di apporto” La dose da somministrare nel corso dello studio  era dunque stata valutata in base alla letteratura scientifica disponibile al momento della stesura del protocollo. 

Cosa altro  i ricercatori  controbattono a quanto dichiarato  da Federsalus? ” Federsalus, parla di problematiche connesse alla somministrazione di “tali dosaggi contenuti in un unica pillola “: il nostro prodotto formulato in capsule,veniva somministrato in tre dosi/die.

In sintesi, i ricercatori con quanto hanno dichiarato ribadiscono che lo studio da essi  eseguito è corretto e che le contestazioni effettuate da parte di Federsalus, in relazione ai dosaggi somministrati nel corso della ricerca  sono prive di fondamento.