Io, lei e lui. Il Poliamore: come fare l’amore di gruppo

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Un tempo c’era l’amore a senso unico. Coppie fatte di uomini e di donne che si relazionavano fra di loro per formare una famiglia, quella felice da spot pubblicitario con bambini e cane a seguito. Oggi tutto è cambiato, e quel senso unico in alcuni casi è diventato doppio, triplo o quadruplo. Si chiama “Poliamore”, ovvero non-monogamie etiche, relazioni quasi sentimentali con più persone di sesso opposto, sotto lo stesso tetto e sotto le stesse lenzuola, e la cosa più importante sta nel fatto che non si praticano orge. Sono giovani ventenni e adulti over cinquanta sposati, single, divorziati, etero, gay e bisex, che condividono momenti di svago lontano dalla monotonia di tutti i giorni e dallo stress che si respira dentro le quattro mura domestiche.

I gruppi poliamorosi s’incontrano per confrontarsi fra di loro, non solo dal punto di vista sessuale, ma anche per discutere sui problemi legati alla gelosia, sull’amore vero e su come fare coming out, oppure semplicemente per conoscersi e bere un aperitivo. Un appuntamento da non perdere, da segnare sull’agenda a caratteri cubitali.

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Il primo gruppo è nato su Facebook nel 2009, e oggi conta più di 2500 iscritti, dove è stato fondato anche il sito www.poliamore.org.

Può sembrare un’ assurdità, casi d’immoralità che mettono in pericolo il proprio credo cristiano, però spesso questi incontri rafforzano l’unione di coppia principale, quella sigillata all’altare sotto lo sguardo del Cristo in croce, perché la donna o l’uomo con cui si vive la vita di tutti i giorni, sono le uniche persone che capiscono il tuo Io interiore, piangendo e ridendo con te per le superficialità di un mondo evoluto.

ANTONIO AGOSTA

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