Iran, attacco con droni e missili a Israele. Biden: “Usa non interverranno in caso di conflitto”

Attacco dall'Iran contro località del sud di Israele: nessun decesso, lievi danni a infrastrutture militari. Ma si teme ulteriore risposta israeliana

L’attacco aereo tanto atteso e in qualche modo anticipato ha preso piede nelle ore notturne di sabato: l’Iran ha risposto in via ufficiale, e per la prima volta dal 1979, tramite il lancio di propri droni all’attacco israeliano a Damasco dello scorso 1 aprile in cui a morire furono membri di alto rango delle Guardie Rivoluzionarie. Trecento droni Uav sono stati lanciati dall’Iran come rappresaglia, oltre a diversi missili cruise: secondo l’esercito israeliano, il 99 per cento di questi sarebbe stato intercettato anche grazie al supporto dell’aviazione francese, americana e britannica; tuttavia le conseguenze dell’attacco sono tangibili in diverse zone, Alture del Golan e l’area del Negev in primis. La base di Nevatim (quella in cui sono di stanza gli F-35) sembrerebbe avere ricevuto qualche lieve danno. È la prima volta, sin dalla sua nascita come stato sciita, che l’Iran ha messo il piede sull’acceleratore della risposta bellica contro Israele.

Israele, intercettati droni iraniani. Usa: non prenderemo parte a conflitto

Nessun decesso fin qui rilevato, solo qualche ferito dovuto all’impatto con delle schegge nel sud del paese. Alle infrastrutture militari si contano danni che Israele considera lievi, ma la risposta iraniana a Israele è arrivata ed è comunque un segnale di una crisi imminente che potrebbe incendiare il Medio Oriente. Soprattutto se l’ipotesi contro-attacco israeliano, come confermato in un video dallo stesso premier Benjamin Netanyahu, dovesse concretizzarsi nelle prossime ore e giorni. A tal proposito Teheran, tramite la propria missione all’Onu, ha detto che l’attacco consumato poche ore fa si è concluso con il lancio di questo quantitativo di droni. L’Iran nel suo intervento ha anche esortato gli Stati Uniti a non intervenire in questa disputa, opinione ribadita in altra maniera dallo stesso Joe Biden poche ore dopo la rappresaglia iraniana.

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Netanyahu: “Risponderemo”. Iran: è azione di autodifesa

Il presidente americano nelle ore frenetiche dell’attacco iraniano si è spostato dal Delaware alla Casa Bianca e ha convocato una riunione con le più alte sfere militari degli Stati Uniti. Ha anche parlato con l’omologo Netanyahu, sottolineando gli sforzi americani volti al difendere Israele, ma ha avvisato che Washington non prenderà parte a un eventuale scontro con l’Iran. Biden ha detto al premier israeliano che dovrebbe considerare la nottata una “vittoria”.

Se da un lato però Washington spera che la questione si concluda qui, Tel Aviv al contrario pensa di rispondere: se infatti molti, tra cui gli stessi iraniani, propendono a dire che quello iraniano sia stato un attacco dimostrativo, per Israele potrebbe essere un modo per continuare a fare pressione su Teheran, in modo da smorzare la sua corsa al nucleare. E, forse, anche per continuare la sua rappresaglia contro la Striscia di Gaza, che ieri secondo Al Jaazera è stata al centro degli obiettivi militari israeliani come del resto anche il nord del Libano.

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Sempre dal canale qatariota è arrivata la conferma da parte di un comandante delle Guardie Rivoluzionarie secondo cui l’attacco mirava ai siti militari da cui erano partiti gli attacchi a Damasco. “Avremmo potuto lanciare un’operazione su vasta scala, ma abbiamo individuato obiettivi specifici nei territori occupati. La nostra operazione è stata limitata e di successo”. Ebrahim Raisi, presidente iraniano, ha grossomodo confermato che l’attacco era limitato e volto a pareggiare i conti: “La punizione dell’aggressore che era la vera promessa del leader supremo è stata mantenuta”, ha detto il presidente iraniano. Ha aggiunto che l’operazione era “nel quadro dei diritti per la legittima autodifesa” in risposta alle azioni aggressive di Israele.