Iran, funerali a Kerman: presente anche Raisi. Arrestati due sospettati per aver preso parte all’attentato

Ai funerali delle vittime di Kerman era presenti il presidente Raisi e altre cariche dello stato iraniano.

Ai funerali della città di Kerman hanno preso parte le massime cariche dello stato iraniano, compreso il presidente Ebrahim Raisi, in segno di riconoscimento per le 89 vittime causate da due esplosioni avvenute nei pressi del mausoleo della città che conserva le spoglie di Qassem Soleimani, generale ucciso da un attacco drone americano nel gennaio di quattro anni fa. Mentre si cerca di fare luce su quanto accaduto e dopo le dichiarazioni dello Stato Islamico che ha rivendicato l’attacco kamikaze, sono stati fermati due uomini presuntivamente collegati all’attentato.

L’arresto è stato confermato dal ministro dell’interno Ahmad Vaihdi, riferisce l’Irna, la principale agenzia di stampa del paese. Alla televisione di stato Vahidi ha parlato di “buoni indizi” che hanno portato all’arresto delle due persone. Oltre al fatto che l’intelligence ha avviato una propria indagine volta a definire per quanto possibile quello che è accaduto mercoledì. “Le agenzie di intelligence del nostro paese hanno trovato ottimi indizi sugli elementi coinvolti nelle esplosioni terroristiche a Kerman e una parte di coloro che hanno avuto un ruolo in questo incidente sono stati arrestati“, ha detto il ministro. Ulteriori dettagli non sono stati aggiunti.

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Se Vavidi non è andato oltre all’aspetto delle indagini sull’attentato, il presidente Raisi ha parlato apertamente di risposta concreta contro coloro i quali hanno attentato alla sicurezza dello stato iraniano. Dopo aver visitato i feriti in ospedale e reso omaggio alla tomba di Soleimani, il presidente iraniano ha parlato alla folla asserendo che “il nemico in più occasioni ha sperimentato la forza dell’Iran“. “Per quanto riguarda i recenti eventi – continua Raisi – do anche l’assicurazione che il nemico vedrà sempre il potere dell’Iran”. Sulla questione israelo-palestinese, ha detto che lo scopo dell’Operazione Tempesta Al-Aqsa sarebbe “la fine del regime sionista“.

Sulla scia del presidente Raisi, è intervenuto un alto comandate delle Guardie Rivoluzionarie, il principale corpo armato iraniano, il maggiore Hossein Salami. Nel suo intervento ha preso di mira l’Isis, dicendo che coloro i quali hanno organizzato il doppio attentato saranno trovati dalle forze iraniane. E ha accusato anche Stati Uniti e Israele di essere le menti dietro l’attentato.