Israele, Gantz chiede elezioni anticipate. Dopo World Central Kitchen altre Ong lasciano Gaza

Gantz si unisce alla proteste e chiede elezioni anticipate. A Gaza dopo WCK altre Ong sospendono le operazioni umanitarie

Il governo di guerra guidato da Benjamin Netanyahu vive forse il suo momento piu critico. Per il semplice fatto che oltre alla guerra contro Hamas, giunta oramai al suo sesto mese, si aggiungono anche le pressioni interne di un opinione pubblica israeliana che non vuole più scendere a patti con l’esecutivo. In piazza e nelle varie strade di Gerusalemme, migliaia di persone chiedono le dimissioni del governo Netanyahu, quindi nuove elezioni, oltre al rilascio degli ostaggi ancora fermi a Gaza.

In testa ai sondaggi si sta posizionando sempre di più l’attuale ministro del gabinetto di guerra Benny Gantz, visto come l’unico politico in grado di sfidare Netanyahu alle elezioni. Gantz ha chiesto mercoledì elezioni anticipate settembre. “Impostare una tale data ci permettere di continuare lo sforzo militare segnalando ai cittadini di Israele che presto rinnoveremo la fiducia in noi”. È chiara l’intenzione dell’ex capo di stato maggiore, che ha ricevuto l’investitura anche da Londra e Washington in due viaggi molto contestati da Netanyahu perché non concordati.

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A Gaza altre Ong sospendono le attività

E mentre il fronte interno israeliano scricchiola, anche in quello esterno le cose non vanno meglio. Dopo l’attacco israeliano contro gli operatori della World Central Kitchen, con la Ong americana che ha sospeso le attività a Gaza per le evidenti difficoltà di operare sotto i colpi dell’Idf, anche Project Hope e Anera hanno dichiarato che sospenderanno temporaneamente le loro operazioni.

Chris Skopec, il vice presidente di Project Hope, una Ong che gestisce cliniche sanitarie a Gaza, ha comunicato che “in solidarietà con WCK abbiamo deciso di sospendere le attività a Gaza. Questa decisione di sospendere l’operazione non è stata presa alla leggera, ma è imperativo dare priorità alla sicurezza e al benessere della nostra squadra a Gaza. La comunità umanitaria che opera a Gaza è affiatata e la nostra squadra è stata profondamente colpita da questo attacco“. Anera invece in una dichiarazione ha spiegato che le recenti uccisioni, avvenute poco dopo la “morte inspiegabile” del membro dello staff Mousa Shawwa, insieme alla perdita di molti altri operatori umanitari e delle loro famiglie, hanno portato l’organizzazione a concludere che consegnare aiuti in modo sicuro è diventato insostenibile.