Julen: il Tribunale spagnolo apre l’inchiesta

Mentre i lavori di scavo per il salvataggio del piccolo Julen continuano, il Tribunale di Màlaga apre un'inchiesta per determinare le circostanze che hanno causato il tremendo incidente

Julen: il Tribunale spagnolo apre l'inchiesta

Aperta l’inchiesta per Julen

Mentre i lavori di scavo per il salvataggio del piccolo Julen continuano, il Tribunale di Màlaga apre un’inchiesta per determinare le circostanze che hanno causato il tremendo incidente.

La Corte di Istruzione numero 9 di Malaga, sta raccogliendo le dichiarazioni e le attestazioni relative all’evento di Totalán , in un inchiesta aperta dallo stesso momento della scomparsa del bambino.

La squadra di Polizia giudiziaria della Guardia Civil di Vélez-Málaga ha immediatamente aperto un procedimento giudiziario per indagare sulle circostanze dell’evento, mentre il Servizio di Protezione della Natura Seprona sta cercando di determinare come è stato realizzato il pozzo.

Le dichiarazioni del “pocero”

Il costruttore responsabile del pozzo, Antonio Sánchez sentito nei giorni scorsi, ha assicurato di aver sigillato il foro e ha dichiarato che al momento della fine dei lavori, il pozzo aveva un diametro di 21 cm, contro i 25 rilevati al momento dell’incidente.

L’uomo ha assicurato anche, di aver lasciato il pozzo coperto da una pietra di dimensioni superiori alla buca. ” Non avevamo acqua e l’abbiamo lasciata chiusa , ma il proprietario l’ha scoperta ” , ha spiegato l’uomo d’affari, che gestisce da 40 anni la società Triben Perforaciones.

Il “pocero” dice che il foro non era come l’ha lasciato e che questo tipo di lavoro viene sempre sigillato, in modo che nessun animale cada accidentalmente nel suo interno. Il costruttore spiega anche “nel momento in cui viene rimosso un sigillo di sicurezza, questo produce un collasso di 20 o 30 metri di terra e ardesia, che rimane nel fondo del pozzo.”

Il costruttore sostiene fermamente che qualcuno ha rimosso il masso e spostato circa 5000 chili di terreno, dopo i lavori fatti dalla sua compagnia.  “Non è rimasto come l’ho lasciato, qualcuno ha rimosso la pietra e il pozzo è rimasto esposto. Non so cosa possa essere accaduto” dice Sanchez.

Gli agenti della Guardia Civile hanno messo in discussione il proprietario della fattoria e altre persone legate agli eventi, mentre si sta cercando di individuare, le persone che nelle prime ore dopo la caduta di Julen nel pozzo, hanno aiutato i familiari.

Il giudice incaricato dalla Corte di Istruzione numero 9 di Màlaga, è in attesa di ricevere il rapporto scritto del DNA riscontrato sui capelli del bambino ritrovati nel pozzo.

Nel frattempo sono trascorse 240 ore sotto terra per il piccolo Julen, e mentre i lavori proseguono in ore piene di angoscia e di attesa, si continua a sperare nel miracolo.

di Monica Ellini

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