La fragranza dell’olio extravergine di oliva

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Sulle nostre tavole, dopo anni nei quali l’uso dell’olio extravergine d’oliva, visto l’elevato costo, sembrava ormai essere soppiantato dall’utilizzo di olio di semi di vario tipo, si è assistito ad un suo ritorno, in quanto sia crudo che riscaldato è il grasso più indicato per l’alimentazione, non soltanto per il suo aroma e il suo sapore, ma soprattutto per gli effetti benefici che ha per la nostra salute.
Tutti, poi, possono apprezzare la fragranza che quest’alimento conferisce ai piatti facendone aumentarne l’appetibilità. Non solo, ma gli stessi alimenti preparati con l’olio extravergine di oliva presentano un’ eccellente tolleranza gastrica e intestinale. Infatti è emerso che l’acido oleico è l’acido grasso meglio tollerato dallo stomaco.

Di recente l’attenzione dei ricercatori si è rivolta verso le proprietà di un’ altra molecola, che è stata isolata dall’olio extravergine di oliva: oleocantale.

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L’oleocantale è un polifenolo responsabile del sapore piccante dell’olio extravergine di oliva, ma ha effetti benefici per la nostra salute.

Da una serie di ricerche si è visto che questa molecola  è un potente antiinfiammatorio, ma ha anche la capacità di prevenire il danno di tipo neurologico causato dal morbo di Alzheimer.

Di recente alcuni scienziati Americani hanno scoperto che la stessa molecola sarebbe un ottimo agente antitumorale.

Lo rivela  uno  studio pubblicato sulla rivista “Molecular & Cellular Oncology”in cui si è studiato l’effetto della stessa molecola su linee cellulari tumorali in coltura.

Da questo studio è emerso che la stessa molecola è in grado di indurre la morte cellulare sia per necrosi sia per apoptosi tramite  l’induzione della membrana lisosomiale.

Il  meccanismo  dell’apoptosi è abbastanza chiaro ai ricercatori: l’olecocantale favorisce la permeabilizzazione della membrana  lisosomiale. .

In che modo? La  molecola è in grado di inibire la sfingomielinasi (enzima che catalizza l’idrolisi della sfingomielina nella membrana cellulare)e  destabilizzare l’interazione delle proteine che sono necessarie per la stabilità della membrana lisosomiale.

Poichè dai dati emerge che le cellule tumorali presentano una membrana lisosomiale più fragile rispetto a quella, delle cellule non cancerose, la rottura della stessa membrana lisosomiale diventerebbe un nuovo approccio per indurre la morte delle cellule tumorali.

Ovviamente saranno necessari ulteriori indagini.

Tuttavia se tutto ciò sarà confermato l’oleocantale si presta, bene per l’azione che svolge  a diventare un ottimo  candidato per nuove terapie contro il cancro.

 

 

 

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