La ricercatrice precaria dello Spallanzani sta per essere assunta

Un team di quattro ricercatori italiani sono riusciti nell’impresa di isolare in modo definitivo il temutissimo coronavirus

Buone notizie dal mondo della ricerca scientifica, la giovane ricercatrice precaria Francesca Colavita che riuscì a isolare il temutissimo coronavirus sarà assunta dall’istituto Spallanzani a tempo indeterminato.

Il suo impegno nella ricerca non è passato inosservato. Il nosocomio da parte sua però tende a precisare che la ricercatrice sarà assunta non solo per il suo contributo alla lotta contro il Coronavirus, l’ospedale infatti era già intenzionato ad assumere la giovane.

Francesca non molto tempo fa infatti ha partecipato al concorso per poter accedere al presidio ospedaliero e nella graduatoria risultava classificata come diciassettesima. L’amministrazione dell’ospedale in precedenza aveva già sollecitato l’Azienda Sanitaria Regionale Molise per poter attingere dalla lista dei candidati che hanno superato il concorso. Ovviamente dopo il prezioso contributo dato da Francesca in questo momento di allarmismo generale per lei è stato più semplice ottenere il lavoro. La sua è una storia a lieto fine dove la meritocrazia finalmente ha prevalso.

Per la giovane dottoressa, la firma del contratto a tempo indeterminato avverrà dopo il suo ritorno dall’Inghilterra, dove si trova per motivi attinenti alla sua attività professionale. Attualmente quindi è solo una questione meramente burocratica.

Chi è la ricercatrice che ha isolato il virus

Francesca Colavita, originaria di Campobasso, ha 30 anni e collabora in un team composto da 4 esperti nella ricerca scientifica. Francesca attualmente ha un contratto a tempo determinato (scadenza fissata al 2021) che rende la sua vita lavorativa “precaria”. Questa situazione purtroppo è comune a moltissimi ricercatori (e non solo) italiani e contribuisce alla famosa “fuga di cervelli”.

Altre due componenti della squadra sono: Concetta Castilletti, 56 anni, ragusana, e Maria Rosaria Capobianchi, 67enne, di Procida. Queste, insieme a Francesca, sono state anche invitate sul palco di Sanremo ma hanno declinato l’invito per non privare di 3 membri il laboratorio in un momento così delicato. Il comportamento delle tre ricercatrici è molto significativo, tutte e tre hanno preferito il lavoro piuttosto che i riflettori.

La società non può non ringraziare il lavoro svolto dalla squadra, questo contributo segna un ulteriore passo verso la sconfitta del Coronavirus.

Ovviamente dopo il prezioso contributo dato da Francesca, in questo momento di allarmismo generale, per lei è stato più semplice ottenere il lavoro. La sua è una storia a lieto fine dove la meritocrazia finalmente ha prevalso in un paese dove il merito viene costantemente schiacciato dalle raccomandazioni.