La truffa del sì, un buon motivo per non parlare agli sconosciuti

Raccontiamo la truffa del sì ad opera di call center truffaldini ma anche venditori porta a porta, associata a questa estorsione ci sono anche furto di dati e violazione privacy

Lo scorso anno, il Mago Casanova ha spiegato con un servizio a Striscia la Notizia la costruzione tecnica e psicologica della truffa del sì. Si tratta di un inganno con cui call center truffaldini ma anche venditori porta a porta riescono ad estorcere l’assenso di persone ignare per l’attivazione del contratto. In vista del passaggio di molte famiglie, pensionati, lavoratori, studenti fuori sede al mercato libero dell’energia nel 2023 (finisce il mercato tutelato), l’Unione Nazionale Consumatori denuncia l’aumento di vittime della truffa del sì da ora fino ai prossimi anni.

Ecco come funziona la truffa del sì al telefono

È molto semplice estorcere un sì ignaro al telefono, lo racconta in una lunga intervista da Upday Massimiliano Dona. Un call center vi chiama facendovi delle domande semplici dove non è mai chiesto esplicitamente “vuole attivare un nuovo contratto?”. La risposta sarebbe no, allora è meglio rubare il sì con domande tipo

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“Lei è il signor Rossi? Sì”

“Le è arrivata l’ultima bolletta della luce o del gas? Sì”

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“Ha pagato le ultime bollette? Sì”.

Tutti questi sì diventano motivo di attivazione di un nuovo contratto contro la volontà della persona. A questo sì si possono associare anche domande o tecniche di furto dati e violazione privacy.

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L’Unione Nazionale Consumatori ha denunciato che gli utenti si accorgono di avere un contratto telefonico o di altre utenze attivato con questa tecnica solo alla prima bolletta.

Fattori legati all’aumento delle vittime della truffa del sì

Sono ancora 15 milioni gli utenti ancora nel mercato tutelato, fino al 2023 queste persone potrebbero essere potenziali vittime della truffa del sì. L’estorsione ma anche la condotta aggressiva denunciata tantissime volte anche dall’Agcom potrebbe arrivare da call center e venditori truffaldini che operano per appalto o sub appalto.

Chiedere ad una vittima della truffa del sì chi l’ha truffata non è cosa semplice perché non c’è mai la conoscenza diretta dell’operatore o dell’azienda che sta operando, si può solo operare con il fornitore dell’utenza e con una richiesta alle forze dell’ordine di risalire al contatto truffaldino. Una richiesta complessa per il cittadino che avrebbe comunque bisogno dell’aiuto di associazioni di consumatori oppure di avvocati specializzati.

La petizione #nondisturbarmi

Il problema sono quindi i call center, soprattutto quelli aggressivi che applicano dei processi di comunicazione distorti e manipolatori. Consumatori.it da tempo ha lanciato la petizione #Nondisturbarmi per chiedere al governo di rendere operativa il prima possibile la legge contro i call center approvata a gennaio 2018. Renderà attivo il Registro delle Opposizioni che serve a rendere non disponibile il numero telefonico a campagne di vendita telefonica.

Ecco i dati e le parole che non dovete pronunciare mai a call center e venditori

Innanzitutto, se vi capita di ricevere telefonate da persone che non conoscete oppure delle visite di venditori o rappresentanti è bene attivare l’attenzione massima su quello che dice, che vi chiede. Prima di dire voi chi siete deve essere lui o lei o loro a presentarsi… si chiama buona educazione, in generale.
Secondo, visto che cercano il sì da estorcere cercate di darne il meno possibile, per questo l’ascolto attivo è importante.
Terzo ci sono dei dati e delle informazioni consumatori.it e anche pensionati.it, in rappresentanza degli anziani che spesso ne cadono vittime, da non dare assolutamente.

  • Mai dare dati anagrafici, mai fornire il codice POD e/o PDR (sono le prime informazioni che inseriscono subito);
  • Mai fornire informazioni sul vostro impianto di energia e gas;
  • Non dare mai il codice fiscale e tutti i dati utili per generarlo;
  • Mai fornire codice iban o numero di conto corrente postale;
  • Mai fornire dati e informazioni lette della propria bolletta, spesso richiedono la lettura dell’ultima bolletta di casa che serve solo a raccogliere i dati per il contratto truffaldino.

Cosa fare se arriva la bolletta truffaldina

Un po’ come abbiamo spiegato tempo fa per il Barring/Vas l’azione tempestiva è importante. Se vi arriva una bolletta fasulla ricordate di non pagare e agire subito, avete un po’ di tempo per disconoscere il contratto e chiedere l’aiuto di un avvocato o associazioni consumatori se il danno economico permane.

Iole Di Cristofalo
Iole Di Cristofalo
Articolista e web copywriter