Le autostrade liguri in tilt infiammano la politica nazionale

Le autostrade liguri nel caos paralizzano anche i collegamenti con il Nord Ovest. I danni econonici e turistici scatenano anche lo scontro politico.

Le autostrade liguri in tilt infiammano la politica nazionale
Photocredit: Schwoaze da Pixabay

Le autostrade liguri, in tilt da settimane, infiammano anche la politica nazionale, con il rischio che il blocco duri tutto il mese, provocando gravi conseguenze sull’economia della regione e nei collegamenti di tutto il Nord Ovest.

Il calvario delle autostrade liguri in tilt per eccesso di cantieri

Dopo settimane di calvario la giornata di oggi non è iniziata meglio delle altre e la Liguria è finita per l’ennesima volta sotto pressione con un bollettino di guerra che ha coinvolto gli automobilisti da Levante a Ponente:

  • Maxi coda di 12 chilometri sulla A12 tra Recco e Genova
  • 11 chilometri di blocco sulla A26 tra Masone (valle Stura a nord-ovest di Genova) e il capoluogo ligure
  • Coda fino a 7 km tra Masone e il bivio A26/A10 Genova-Ventimiglia per lavori
  • Bloccato il Bivio A12/A7 Milano-Genova e Genova est per cantieri
  • Altra coda tra Genova est e Bivio A12/A7 Milano-Genova
  • Intasamento tra Genova Sampierdarena e Bivio A7/A12 Genova-Livorno
  • Blocchi tra Arenzano (ponente genovese) e Bivio A10/A26 Trafori.

La situazione ai caselli

Secondo i dati aggiornati, non funziona la stazione di Genova Pegli nel ponente sulla A10 Genova-Savona, in entrata verso Savona e in uscita per chi proviene da Genova. La stazione di Arenzano, sempre a ponente, sostituisce in uscita sulla A10 quella di Pra’ e a Levante è chiuso il casello di Lavagna sulla A12 Genova-Sestri Levante per i viaggiatori provenienti da Genova.

La stazione di Nervi è fuori servizio in entrata verso Sestri Levante e in uscita per chi proviene da Genova, ma si spera entro oggi di ripristinare almeno quella di Masone sulla A26 Genova-Voltri, con ingresso riservato al momento solo ai mezzi di soccorso, ed entro domani sera dovrebbe essere operativo il casello di Arenzano in entrata direzione Ventimiglia.

Gli effetti dei blocchi generalizzati

La situazione è quindi esplosiva su tutta la rete autostradale ligure, ma la regione è centrale per i collegamenti con Piemonte e Lombardia, specie con la ripresa dei flussi turistici, e non mancano neppure le lamentele di chi si sposta anche da centro e Sud Italia per visitare Genova, l’acquario e le riviere di Levante e Ponente.

I blocchi sulle autostrade provocano ingorghi anche sulle altre vie di collegamento a partire dall’Aurelia, l’antica via consolare romana che collega Roma con la Francia, costeggiando il mar Tirreno e il mar Ligure, che è stata invasa dai Tir gettando nel caos tutta la viabilità, compresa la circolazione verso Genova.

Il blocco delle autostrade minaccia anche i traffici portuali

Il problema non è solo locale, ma rischia di avere pesanti ripercussioni nazionali, dato che la Liguria è una regione che non attira solo crescenti flussi turistici italiani e stranieri, ma è baricentrica per intercettare anche i traffici marittimi nel bacino del Mediterraneo e dall’Estremo Oriente, servendo tutto il Nord Italia che si rifornisce delle merci arrivate via mare.

Il caos del traffico ha quindi avuto anche pesanti ripercussioni sul traffico portuale e il colosso dello shipping cinese Cosco corre già ai ripari, come riporta il Sole 24 Ore, con una circolare rivolta ai clienti: “Liguria in tilt, vi possiamo consegnare le merci usando altri porti, da Ravenna a Trieste“.

La situazione rischia quindi di sfuggire di mano perché la Liguria ha riconvertito gran parte del suo apparato industriale pesante negli ultimi decenni, puntando su attività portuali, logistica, turismo e tecnologia. Di conseguenza, non può permettersi di perdere un partner con una flotta di più di 800 navi e terzo operatore mondiale dei container.

Per questa ragione, le parole del direttore generale di Cosco Shipping Lines Italy Marco Donati suonano come un campanello di allarme: ” Cosco è presente a Genova dal 1963. E’ la prima volta che ci troviamo a gestire una simile emergenza con i camion che non riescono a entrare nel porto, con il casello di Genova Ovest bloccato nelle ore cruciali e i container fermi da giorni sui piazzali perché il cliente non può ritirarli…Quello che sta accadendo è molto pericoloso, perché se un’impresa va altrove non è detto che poi ritorni“.

La difesa di Autostrade per l’Italia

Di fronte alle proteste di turisti e operatori economici, l’amministratore delegato di Autostrade per l’Italia Roberto Tomasi ha attribuito il caos a una modifica della procedura dei lavori in corso d’opera, a causa di una nuova direttiva imposta dal ministero dei Trasporti.

In pratica, il Mit avrebbe cambiato improvvisamente il protocollo lo scorso 26 maggio impartendo la prescrizione di smontare entro il 30 giugno tutte le onduline (lastre da copertura N.d.R) pur sapendo che ricoprivano 350mila metri quadri di rete mentre Autostrade aveva programmato di concludere questo lavoro entro l’anno, dopo averne verificato la tenuta, per non gravare troppo sulla viabilità.  

La replica del Mit

Il ministro dei Trasporti Paola De Micheli ha rispedito l’accusa al mittente: “Il ministero a fine maggio non ha modificato in alcun modo gli obblighi e le modalità di ispezione delle gallerie previsti da una circolare del luglio 1967 tuttora in vigore. I concessionari lo sanno e proprio nei giorni scorsi abbiamo inviato loro una lettera per precisare alcune informazioni…Il manuale di ispezione delle gallerie che abbiamo introdotto non ha cambiato questi obblighi né prescritto nuove modalità di ispezione.

I disagi che si stanno vivendo lungo le autostrade liguri si esauriranno progressivamente nei prossimi giorni…In una regione dove abbiamo, per la sua conformazione fisica, la più alta concentrazione di gallerie d’Europa, abbiamo deciso di dare la massima priorità alla sicurezza”.

La reazione del presidente della regione Liguria

Il governatore ligure Giovanni Toti punta il dito sui mancati lavori durante il lockdown, considerando che i cantieri del ponte Morandi, ormai ricostruito, e per lo scolmatore del torrente Bisagno, responsabile di gravi alluvioni a Genova, non si sono mai fermati. Toti ha quindi assunto tre atti ufficiali per denunciare la situazione:

  • Esposto alla procura della Repubblica di Genova che sottolinea la non ottemperanza all’ordinanza regionale da parte del ministero
  • Diffida al ministero per chiedere entro sette giorni un tavolo per la quantificazione bonaria del danno economico sofferto dalla Liguria, in difficoltà anche per il pericoloso rallentamento dei trasporti sanitari e di emergenza
  • Lettera al presidente dellaConferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, perché si faccia tramite di una richiesta al governo del rispetto del principio di leale collaborazione con gli enti locali.

Toti ha poi chiarito il ricorso a questi provvedimenti con un post  su Facebook : “La Liguria è compatta nel dire basta a questa situazione drammatica sulle nostre autostrade. Siamo di fronte all’isolamento del Nord Ovest, un’intera area geografica locomotiva del Paese, e del più grande sistema portuale italiano, nell’assordante silenzio romano

E mi chiedo: altrove va tutto bene e solo la Liguria ha bisogno di questa cura? A me pare che anche fuori regione la nostra rete stradale pubblica e privata abbia bisogno di controlli e manutenzioni, ma non si usi lo stesso metodo. Qualcuno vuole spiegarci perché? …Noi purtroppo non abbiamo competenze”.

La proposta del sindaco di Genova

Il sindaco di Genova Marco Bucci, in qualità di presidente Anci Liguria e commissario straordinario alla ricostruzione del Morandi, auspica che Mit e Autostrade si accordino per concludere i lavori entro il 10 luglio con ispezioni solo notturne.

Bucci chiede inoltre che siano operative due corsie autostradali per ogni senso di marcia. In caso contrario, tutti gli sforzi per ricostruire il ponte a tempo di record non avrebbero senso se poi fosse impossibile percorrerlo a causa del traffico in tilt, sia in autostrada, sia nelle arterie cittadine.

Reazioni della politica nazionale

Il leghista e vice presidente del Senato Roberto Calderoli chiede le dimissioni del ministro dei trasporti per le gravissime conseguenze economiche del caos, ma le acque sono agitate anche nella maggioranza.

Michele Anzaldi, deputato di Italia Viva, si affida a Twitter: “Invece di andare al cinema, il presidente del Consiglio Conte farebbe bene ad andare in tv a spiegare a famiglie, lavoratori, aziende perché da settimane le autostrade della Liguria sono nel caos, con disagi pesantissimi. I cittadini meritano spiegazioni, scuse e risarcimenti“.

La richiesta di poteri straordinari

Continua quindi il dramma di un’emergenza senza precedenti e dai contorni poco chiari, con rimpalli di responsabilità, interpretazioni diametralmente opposte delle direttive, caos a livello decisionale e nei collegamenti, danno economico e d’immagine.

Tutto questo avviene proprio quando la Liguria risultava quarta in classifica per adesioni al bonus vacanze da parte degli albergatori che ora guardano con il fiato sospeso al traffico congestionato che sta scoraggiando parecchi vacanzieri.

Per questa ragione, Toti propone di dare per legge a sindaci e governatori gli stessi poteri dei commissari straordinari, senza bisogno di una nomina specifica, per sbloccare tutti i cantieri con tempi certi, e snellendo la catena di comando che, in ogni caso, deve modernizzarsi al più presto.