L’Isis cattura tre caccia siriani. Si combatte ancora a Kobane

Isis Mig Kobane

Tre caccia siriani, identificati come Mig-21 “Fishbed” o Mig-23 “Flogger”, sono a disposizione dalle milizie Isis, che detengono ormai il controllo delle basi militari nelle province di Aleppo e Raqqah. L’Osservatorio Siriano per i Diritti Umani, come riportato da The Guardian, testimonia numerosi decolli e atterraggi dei caccia dalla base di al-Jarrah, non distante da Aleppo. I jet sarebbero nelle mani del Califfato Islamico dal febbraio scorso e attualmente svolgerebbero missioni di addestramento, con l’ausilio di piloti disertori del vecchio esercito iracheno. Non è stato appurato se i caccia dispongano di carico bellico.

Il Centro di Comando USA ( Centcom ), in una nota rilasciata dal portavoce Patrick Ryder, ha dichiarato di non essere a conoscenza di nessun’ operazione di volo da parte dell’ Isis, nè in Siria nè altrove. Analisti britannici e americani confermano che i tre Mig controllati dal Califfato Islamico non rappresentano una seria minaccia per le forze aeree alleate, essendo modelli obsoleti guidati da piloti scarsamente preparati.

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Nel frattempo proseguono i combattimenti nell’area di Kobane, dove la controffensiva curda, supportata da 14 raid della coalizione, è riuscita a respingere gli assalti delle truppe Isis, riprendendo il controllo di buona parte della città. Le parole dei comandanti del PKG esprimono la speranza che la città siriana possa essere presto “liberata”, ma l’esito degli scontri resta ancora incerto. Lo conferma lo stesso comandante del Centcom, Lloyd Austin, che non esclude la possibilità che Kobane possa cadere. Sul fronte iracheno resta prioritaria la difesa di Baghdad, messa in pericolo nei giorni scorsi dalla rapida avanzata Isis da oriente, giunta a sfiorare i sobborghi della città. Il portavoce del Pentagono, l’ammiraglio John Kirby, ha dichiarato che la capitale irachena non è più sotto minaccia imminente, grazie agli incessanti bombardamenti della coalizione. Ma il territorio controllato dal Califfato è ormai troppo esteso. I raid alleati si stanno rivelando preziosi per rallentare e arginare l’avanzata dell’ Isis, ma appaiono ancora insufficienti ad eliminare del tutto la minaccia.

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