Lizzano – “Evade” e finisce in cella

Nonostante il braccialetto, non esita ad andarsene in giro

Lizzano, porta braccialetto ma non esita ad andare in giro e finisce in cella

L’uomo è stato bloccato mentre era a spasso tra le vie del piccolo paesino della provincia ionica; l’allarme dal dispositivo giunto alla sala operativa dei Carabinieri

Nonostante il braccialetto elettronico non ha esitato a uscire e ad andarsene a spasso, ma è finito dritto in carcere.

L’uomo di 32 anni era sottoposto agli arresti domiciliari

U. P., 32 anni, sottoposto agli arresti domiciliari, è stato così arrestato dai Carabinieri della Compagnia della Stazione di Manduria. Difatti, proprio qui è giunto martedì pomeriggio, l’allarme proveniente dal suo braccialetto elettronico.

I Carabinieri hanno rintracciato l’uomo mentre era intento a passeggiare in una delle vie del paese

Giunti a Lizzano, i militari di una pattuglia della suddetta compagnia, lo hanno rintracciato mentre passeggiava in via Piave.

Una volta accompagnato in caserma, i militari accertavano che, il 32enne, non aveva alcun permesso per allontanarsi e, dunque, dopo la restituzione del braccialetto, è stato, successivamente, tradotto in carcere

Accompagnato in caserma, i Carabinieri hanno verificato che l’uomo 32enne non aveva alcun permesso per allontanarsi da casa: quindi, ha restituito il braccialetto ed è stato trasferito in carcere.

Lizzano, a distanza di poco tempo, un’altra notizia in prima pagina

Lizzano torna a far notizia e, purtroppo, questa volta, non per meriti o azioni da prendere come esempio.

A distanza di poco tempo, giunge la notizia che dianzi abbiamo riportato, alla quale si aggiunge quella relativa alle condanne che hanno interessato diversi imputati del loco, in merito al processo antimafia, il quale è stato denominato “The Old” (il quale ebbe origine nel giugno del 2014 e che permise di portare alla luce, l’esistenza di un presunto sodalizio sospettato di aver gestito attività criminose in particolar modo in alcuni centri del versante orientale della provincia ionica).

Un processo dall’esito ancora incerto, al quale, per buona sorte, si contrappone la “buona novella” relativa al 32enne lizzanese della Nasa, Giuseppe Cataldo che, in una recente intervista rilasciò: “Da bambino sognavo di lavorare alla Nasa. Quando anni dopo, a Washington, ho ricevuto la proposta per essere assunto, non ci credevo“.

Per aspera ad astra, la  frase latina per eccellenza che, spesso e volentieri, viene usata come motto o incitazione e che significa letteralmente: “attraverso le asperità sino alle stelle”, la quale potrebbe descrivere e, al contempo, illustrare le difficoltà che, molte volte, affliggono la piccola cittadina lizzanese che, fortunatamente e nonostante tutto, riesce a rialzarsi con dignità.

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