Mar Rosso, task force navale anti-Houthi aumenta le tensioni regionali

Prende il via la task force navale a guida usa denominata 'Prosperity Guardian'. Presente anche l'Italia con la fregata Virgilio Fasan

Da Gaza al Mar Rosso il passo è breve e vede in entrambi casi alte le possibilità di una escalation della riacutizzazione del conflitto tra Israele e Hamas dello scorso 7 ottobre. Mentre le parti in campo cercano di trovare un’accordo per un ulteriore cessate il fuoco, più a sud si continua a discutere delle reali intenzione degli Houthi, formazione paramilitare sciita con legami evidenti con l’Iran e che governa de facto gran parte dello Yemen e la capitale Sa’na.

Da metà ottobre, i miliziani hanno mostrato grandi capacità di manovra nella regione, lanciando droni e missili contro la porzione sud di Israele e le navi in transito sul Mar Rosso. A detta loro, ciò serviva a mettere pressioni sul paese in guerra e cercare di fermare in un modo o nell’altro l’aggressione contro la Striscia di Gaza, la quale ha scatenato gli animi degli stessi yemeniti che da poco hanno ritrovato una pace duratura dopo diversi anni di guerra.

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Lo scorso 19 ottobre, una nave da guerra degli Stati Uniti ha intercettato droni e missili provenienti dallo Yemen. A metà novembre, gli attacchi degli Houthi sono aumentati in rappresaglia ai bombardamenti israeliani, aprendo così un nuovo fronte, che si è acceso nelle ultime ore con un ulteriore incidente. Questa volta gli Houthi avrebbero attaccato una nave in un luogo non specificato compreso tra le coste del Gibuti e lo stretto di Bab el-Mandeb. In una comunicazione, il portavoce degli yemeniti Mohammed Abdelsalam ha detto che gli attacchi d’ora in poi ci saranno “ogni 12 ore”.

Gli Stati Uniti hanno preso la decisione di mettere in piedi una coalizione multinazionale allo scopo di “proteggere le navi che transitano nel Mar Rosso”, preservando così uno dei tratti di mare più importanti a livello globale: sono ben nove milioni i barili di greggio al giorno che transitano lì per arrivare in Europa, quasi un decimo della domanda globale. La British Petroleum, assieme ad altri player internazionali che operano nella regione come la danese AP Moller-Maersk e la tedesca Hapag-Lloyd, hanno bloccato le loro operazioni per il deterioramento della sicurezza.

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L’iniziativa, annunciata dal segretario generale Lloyd Austin e denominata Prosperity Guardian, coinvolgerà dieci paesi, tra cui Italia (già operativa con la fregata Virgilio Fasan), Inghilterra e Francia, e avrà come scopo quello di proteggere le rotte del Mar Rosso e del golfo di Aden. Al momento non si conoscono i dettagli dell’iniziativa né quanto durerà, ma tra non molte lo stesso Austin sbarcherà in Bahrain – unico paese della regione a partecipare alla task force navale – per parlare della situazione nel Mar Rosso.