Marcia della libertà: a Parigi si protesta contro le violenze della polizia

Le manifestazioni si sono espanse su tutto il territorio francese comprendendo gillet gialli e blackbloc

In migliaia sono scesi in piazza per protestare contro l’approvazione di una nuova proposta di legge. Quest’ultima, aspramente criticata dalla stampa francese, costituirebbe una “violazione dei diritti“, uno su tutti quello di cronaca.

Le proteste

La Marcia della libertà, nata a Place de la République alle ore 14, ha compreso l’attività di varie città fra cui Lione, Rennes, Lille e altre che si sono unite a Parigi nelle manifestazioni contro la violenza della polizia.

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Al centro delle proteste sta l’approvazione di una proposta di legge sulla sicurezza degli scorsi giorni la quale, in particolar modo con l’articolo 24, proibisce la pubblicazione di qualsiasi materiale multimediale che sia ritenuto un danno per le forze dell’ordine.
In parole povere, dunque, non sarà più possibile riprendere le azioni di polizia. Non è difficile quindi capire come una decisione simile causi disordini nell’opinione pubblica.

La memoria di molti è infatti stata portata ai fatti di questa estate, con il video ritraente la morte di George Floyd e le conseguenze sociali su scala mondiale. Ora, qualora l’articolo 24 fosse stato vigente, non solo quel video non sarebbe potuto esser pubblicato, ma chi lo avesse registrato sarebbe stato multato.

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La connessione tra la norma e il caso Floyd è aiutata dai fatti di alcuni giorni fa, avvenuti in Francia.
Nelle passate ore infatti era divenuto virale il video di alcuni agenti di polizia intenti a picchiare un uomo di origini africane senza alcun apparente motivo.
A seguito di ciò gli agenti sono stati rimossi dall’incarico ma l’accaduto fa pensare che le azioni sarebbero andate impunite senza la pubblicazione di quelle immagini.

Insomma l’importanza del diritto di cronaca si riconferma essenziale e in migliaia sono scesi nelle proprie piazze per fare in modo che lo rimanga.

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L’articolo 24 più in dettaglio

L’articolo, approvato dalla camera bassa del parlamento francese, è parte di una, già contestata nei giorni scorsi, proposta di legge sulla sicurezza.
Entrando nel dettaglio, l’articolo prevede il reato per chiunque diffonda immagini in grado di “danneggiare l’integrità fisica e morale” degli agenti di polizia. La violazione della norma inoltre porterà a una pena che potrà arrivare a un intero anno di reclusione e al pagamento di una multa di 45mila euro.

Bisogna ricordare che per essere approvata la legge dovrà passare sotto il voto del Senato, tuttavia già in molti si sono mobilitati in protesta.
Lo dimostrano le manifestazioni sopra discusse e le dichiarazioni della stampa francese.
I rappresentanti di quest’ultima ritengono infatti l’articolo una violazione dei loro diritti, uno su tutti quello di cronaca.

La legge infatti arrogherebbe un “diritto di censura“, quantomeno incostituzionale, alle forze dell’ordine.
Oltre all’articolo 24, è stato nel mirino delle critiche anche lo “Schema nazionale per il mantenimento dell’ordine“, il quale, durante le manifestazioni, obbliga i giornalisti a disperdersi quando le forze dell’ordine lo decidono.
Si rischia dunque di avere delle vere e proprie zone buie nella copertura giornalistica di alcuni eventi.

La legge quindi potrebbe di fatto portare all’impunità di certe azioni da parte delle forze dell’ordine.
Senza immagini e senza copertura della stampa, il rischio e la paura di repressioni violente aumenta: è perciò necessario che i media continuino a coprire liberamente tutti i fatti pubblici, compresi quelli che hanno le forze dell’ordine come protagoniste.

Davide Zanettin
Davide Zanettin
Sono Davide Zanettin, ragazzo di 21 anni e studente presso l'università di Trento. L'interesse per il giornalismo e la mia passione nello scrivere nascono anzitutto dalla voglia di esprimermi, obiettivo che mi pongo sempre nei miei articoli con cui cerco di informare mantenendo la maggiore obiettività possibile.