La mezza età arriva a 42 anni

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Un tempo la crisi di mezza età iniziava dai cinquant’anni in su, quasi l’epilogo di una vita vissuta al massimo o nascosta dietro lo spettro delle tante delusioni e fallimenti di un cammino iniziato tempo prima.
I nostri padri, come le nostre madri, a cinquant’anni avevano già raggiunto un traguardo importante, un lavoro sicuro e una famiglia da accudire.
Oggi tutto è cambiato. Il crollo delle aspettative e la perdita del lavoro, come la disoccupazione che incombe sui giovani, la crisi di mezza età arriva a 42 anni.

Non è un fattore legato al denaro o all’età, semmai alle tante problematiche di tutti i giorni che mettono a dura prova il proseguo di un percorso fatto ad ostacoli.
Neanche la laurea garantisce un lavoro sicuro, anzi, molti cervellini lasciano il nostro Paese per trovare occupazione altrove.
In Italia i nostri politici non investono sulla cultura, “la cultura non si mangia”, come disse qualcuno, e non si investe neanche sulla ricerca scientifica, meglio garantire le pensioni d’oro a chi non lo merita.
È stato chiesto a un gruppo di ventenni e settantenni, nativi in Austria, in Germania e In Inghilterra, di compilare un questionario per capire il proprio benessere esistenziale.
L’andamento della nostra vita ha una forma di U. Si può essere molto felici nell’infanzia e nella vecchiaia. Quasi felici nella prima età adulta e all’inizio della terza età, ma si è destinati alla sofferenza nell’età di mezzo.
La crisi inizia a quarant’anni. L’uomo è ancora in cerca di un lavoro e la vita matrimoniale rimane un progetto irrealizzabile.
Però, tuttavia, il quarantenne di oggi ha la mente aperta al mondo e ai valori della diversità.

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