Michela Alessandra animo artistico e molto sensibile

ambiziosa, con la passione per la scrittura, la cucina e il sogno di diventare pilota di rally.

Ambiziosa, coraggiosa, Michela Alessandra è uno dei giovani talenti del mondo della fotografia.

Michela in una fotografia realizzata da lei stessa.
Michela in una fotografia realizzata da lei stessa.

Classe 1988, originaria della bellissima Sardegna, Michela è una ragazza dalle molte passioni. Tra di esse spicca la fotografia, la scrittura e i motori. E’ un animo molto sensibile, dalla simpatia contagiosa e una vita passata ad inseguire i suoi sogni. Si racconta per voi in esclusiva su Quotidianpost.

Fotografa, imprenditrice, scrittrice…chi è Michela Allegri?

Michela Allegri è una ragazza con tante passioni, che ama imparare sempre cose nuove e non si sente mai “arrivata”. La passione della fotografia mi accompagna praticamente da sempre, assieme a quella per i motori. Alla scrittura mi sono avvicinata molto più tardi. Mi sento a mio agio nei contesti che riguardano le arti moderne, amo la tranquillità di una biblioteca e di una libreria. Mi ritengo “socievolmente asociale” in quanto sto bene in compagnia delle persone a cui voglio bene ma non disdegno le serate con me stessa, un libro, un pò di musica o post produzione fotografica.

Adoro viaggiare e conoscere nuove realtà diverse dalla mia, socialmente e culturalmente. All’età di 18 anni decisi quindi di trasferirmi in Germania, per poi andare a vivere in Abruzzo e successivamente quasi due anni a Londra. Nella città inglese ho avuto modo di lavorare come chef e come fotografa al London Fashion Week. Secondo me andare all’estero e imparare una nuova lingua sia di fondamentale importanza in ogni ambito della vita. Ti apre la mente. Ora sono in Sardegna da due anni e lavoro con mio padre nel ramo dell’automotive. Questo mi permette tutt’ora di viaggiare moltissimo, guidare e avere la possibilità di partecipare a fiere ed eventi importanti come ad esempio il MotorShow di Bologna.

Michela in una fotografia realizzata da lei stessa.
Michela in una fotografia realizzata da lei stessa.

Da cosa hai preso spunto per scrivere il tuo libro?

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Diciamo che il libro che sto scrivendo mi ha dato modo di fraternizzare maggiormente con me stessa in un punto della vita in cui era necessario fare introspezione. Ho cominciato semplicemente buttando giù qualche pensiero ritrovandomi giorno dopo giorno ad avere sempre più il bisogno di scrivere. Di “bloccare” su carta alcuni stati d’animo che mi portavo dentro da anni. Il mio intento è quello di dar voce ai pensieri di altre persone e aiutarle a sentirsi comprese e meno sole. La motivazione l’ho trovata l’anno scorso ad Ottobre nei commenti di alcuni amici. Tra i quali il più inflazionato era “riesci a raccontare esattamente come mi sento”.

A quel punto mi sono sentita in dovere di far qualcosa, di aiutarli nel mio piccolo. Inizialmente la storyline era differente, c’è stato un momento in cui ho vissuto un vero e proprio blocco e ho pensato di lasciar perdere. Fino a che una notte sognai una storyline differente, con un tema molto più delicato e difficile da affrontare.

Da qui nasce Indaco Chiaro Notturno, la storia di Aryah, una ragazzina che vive un trauma della perdita della madre, morta suicida quando lei aveva appena 13 anni. Tra cliniche psichiatriche, tentativi di farla finita, momenti di estrema forza e ricadute pesanti. Il libro è suddiviso in due parti. Nella prima, il susseguirsi di lettere scritte il giovedì alla sorella Maddy che non le risponde mai. Nella seconda parte il tentativo disperato di cercare un nuovo legame con lei, partendo per l’Inghilterra. Il resto lo scoprirete voi a Giugno…rovinerei tutto con gli spoiler!

Michela in una fotografia realizzata da lei stessa.
Michela in una fotografia realizzata da lei stessa.

Hai avuto difficoltà nel creare storyline e personaggi?

Devo essere sincera, si. Premettendo che Aryah è una ragazzina a cui è stato diagnosticato il disturbo borderline e la schizofrenia. Ci sono diversi trafiletti in cui dò voce al padre, alle difficoltà che lui vive cercando di “salvare la figlia” ma, non essendo assolutamente capace di farlo le fa più male che altro. Entrare nella testa e nel cuore di Aryah è una lotta continua: è un documentarsi, uno studiare continuo le varie sfaccettature del disagio che lei vive e di cui non è assolutamente conscia e consapevole. Vengono alternati momenti di pura pazzia visionaria, euforia, promiscuità, abuso di alcool e psicofarmaci, bugie.

Solitamente quando finisco di scrivere mi sento parecchio stanca. Investo tutta me stessa nella concentrazione giusta per poter riportare tutto nella maniera più realistica possibile.

I tuoi 3 pregi e 3 difetti

Mi piace iniziare con i difetti per lasciare il dolce alla fine (ride divertita, Ndr.). Sono testarda, terribilmente testarda. Quando mi metto in testa qualcosa, faccio di tutto per ottenerla. Un pò permalosa e spesso mi isolo quando sto male, non cerco nessuno e non esco, perchè sento il bisogno di risollevarmi da sola senza disturbare nessuno. Lo considero un difetto perchè talvolta senza volerlo faccio credere alle persone che mi vogliono bene che io non abbia bisogno di loro quando non è così. Essendo molto severa con me stessa tendo sempre ad uscire da sola dalle situazioni in cui entro.

Per quanto riguarda i pregi invece, mi piace essere sempre sincera e dire ciò che penso. Trovo sempre il lato solare e positivo delle cose poichè adoro ridere, soprattutto di me. Come terza cosa la mia spiccata sensibilità mi permette di essere fortemente empatica, nonostante talvolta ciò sia una condanna. Questo perchè è facile trovare qualcuno che se ne potrebbe approfittare.

Michela in una fotografia realizzata da lei stessa.
Michela in una fotografia realizzata da lei stessa.

Quali sono le tue passioni?

Sono tante, forse troppe! Sono appassionata di cucina (sopratutto a base di pesce e quella orientale, Ndr.), come ho detto prima la fotografia. Quando preparo i miei servizi fotografici, mi piace pensare anche al trucco e alla pettinatura delle modelle. I motori, credo che guidare sia una delle cose che mi rilassa e mi scarica di più. La scrittura e la lettura, adoro viaggiare e suonare il pianoforte, cantare e amo tutto ciò che ha a che vedere con i tatuaggi.

Michela tu lavori nel settore dell’automotive, viaggi spesso…come trovi il tempo di scrivere?

Devo dire che sono sopratutto i viaggi a darmi ispirazione. Talvolta capita di spostarmi fuori dalla Sardegna anche 3 o 4 volte al mese. Oltre lo scrivere la notte al pc, riesco a concentrarmi completamente quando mi sposto in nave. Poichè sono costretta per cause di forza maggiore a ritrovarmi isolata, senza connessione internet o accesso a chiamate e messaggi. Non avendo quindi distrazioni riesco a buttare giù anche interi capitoli!

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Se devo pensare a me stessa fra qualche anno, mi immagino sistemata dal punto di vista economico. Ovviamente sempre nel settore delle auto. L’Azienda che stiamo costruendo adesso passo dopo passo con l’acquisto del locale per la nuova sede credo mi darà parecchie soddisfazioni. Mi piacerebbe comprarmi una moto e creare i presupposti per avre la mia famiglia. Insomma, l’idea della donna in carriera non escluderà l’avere una famiglia e non voglio che ciò accada.

La motivazione non mi manca. Ho lavorato tanto per far capire a molte persone che, pur essendo una donna che compie un lavoro prettamente da uomo, so il fatto mio e mi faccio rispettare.

Un sogno nel cassetto che vorresti realizzare?

Lavorare anche con la fotografia. Purtroppo per seguire altri impegni, ultimamente sto scattando pochissimo e, devo dire che tutto ciò mi pesa parecchio, sopratutto perchè trovo nella fotografia un immenso aiuto per sfogarmi e liberare la mente. Dare libero sfogo alla mia fantasia, darmi da fare e superare me stessa, un pò di più, ogni volta.

Cosa ti ispira quando scrivi o realizzi scatti?

Trovo ispirazione da tutto quello che mi circonda, un colore o una canzone in un determinato momento. Riesco a trarre ispirazione dai “momenti bui” che ogni tanto vivo, come tutti. D’altronde è risaputo che sono i momenti di difficoltà a darci ispirazione per essere la migliore versione di noi stessi. L’importante è non perdere mai la strada verso l’obiettivo e ascoltare i consigli e i pareri delle persone che dimostrano di volerci bene, di amarci e che non ci giudicano o lasciano mai soli. Nonostante tutto.

Che consiglio daresti alle nuove generazioni che vogliono intraprendere il tuo percorso?

Direi di dimenticare il “tutto e subito”. Quando si è più piccoli si deve far fronte alla smania di voler avere tutto nel minor tempo possibile, se no crea frustrazione. Niente di più sbagliato: ci vuole tanta pazienza e forza d’animo perchè ad un traguardo quasi sempre corrisponde una sconfitta. Buttarsi giù è fin troppo semplice. Forza d’animo e perseveranza vengono premiati, sempre. Essere se stessi è molto importante per differenziarsi dalla massa e dalle mode che ci vogliono tutti omologati e “poco pensanti”. Consiglio di leggere, leggere tanto e dialogare, farsi delle proprie idee senza disdegnare quelle degli altri. Viaggiare, parlare un’altra lingua, darsi obiettivi sempre più grandi e festeggiare ogni qualvolta ci si sente meglio con sè stessi. Autocelebratevi, vogliatevi bene, spronatevi e spronate i vostri sogni. Non pensate che siano irrealizzabili o irraggiungibili perchè la reale motivazione fa gran parte del lavoro.

Lo staff di Quotidianpost ringrazia Michela e le augura la realizzazione dei suoi sogni e traguardi.