Obama dichiara guerra all’ ebola

ebolaIl presidente Barack Obama è pronto ad inviare aiuti in termini di persone e strutture in Africa per combattere l’ebola e salvare vite che aspettano, ancora, un letto.

Tremila soldati, personale sanitario e attrezzature che serviranno per la costruzione di strutture mediche, stanno per essere inviati dagli Stati Uniti d’America in Africa per combattere l’ebola. È questa la decisione finale del presidente Barack Obama, dopo avere visitato il Centro di Controllo Malattie e Prevenzione ad Atlanta.

La preoccupazione è concentrata sulla Liberia, dove Margaret Chan, il direttore generale del World Health Organization avverte “non ci sono letti disponibili in tutto il paese per i malati di ebola”.

Ad oggi, l’ebola ha ucciso 2.400 persone.

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Altrettante sono infette in tutta la nazione e nuovi casi sono stati registrati in Nigeria e Senegal proprio in questi giorni.

Sempre dal World Health Organization avvertono che i nuovi casi stanno aumentando in maniera esponenziale.

Queste invece sono state le parole di Obama:

“Uomini, donne e bambini sono seduti ad aspettare di morire al momento. Il mondo sa come combattere questa malattia. Non è un mistero. Conosciamo la scienza. Sappiamo prenderci cura di chi ne è affetto. E allo stesso modo sappiamo che facendo il giusto percorso, saremo in gradi di salvare delle vite. Ma dobbiamo agire velocemente”.

Il Generale Maggiore Darryl Williams è arrivato il Liberia martedì. I nuovi centri che verranno costruiti potranno ospitare 1.700 letti.

La febbre emorragica causata dall’ebola può provenire da cinque diversi virus, quattro dei quali (Zaire ebolavirus  – EBOV, Bundibugyo ebolavirus – BDBV, Sudan ebolavirus – SUDV, Taï Forest ebolavirus – TAFV) possono essere mortali per gli uomini e per gli animali, mentre il quinti, il cosiddetto Reston Virus, ha fatto fino ad ora ammalare animali, ma non esseri umani.

L’ebola è altamente infettiva ma non così altamente contagiosa, in quanto non si può trasmettere per via aerea, ma soltanto a causa di un contatto che preveda uno scambio di liquidi.

I sintomi, quali debolezza, febbre, dolori, diarrea, vomito e mal di stomaco, iniziano a comparire tra gli otto e i dieci giorni dopo l’esposizione al virus.

La prima comparsa dell’ebola risale al 1976, nell’attuale Repubblica del Congo, allora Zaire, dove poi è riapparsa nel 1995. Nel corso degli anni ad oggi, casi di ebola sono stati registrati soprattutto in questa zona dell’Africa.

Ecco le statistiche attuali:

Guinea – 771 casi, 494 morti

Liberia – 1698 casi, 871 morti

Nigeria – 21 casi, 7 morti

Senegal – 1 casi, nessuna morte

Sierra Leone – 1216 casi, 476 morti

Repubblica del Congo – 62 casi, 35 morti.

 

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