Pakistan, primo ministro Sharif accusa: “Un intero paese è sotto attacco”

Dietro l'attacco ci sarebbero i Talebani Pakistani

Un attentato suicida all’interno della moschea di Peswahar, città del nord-ovest del Pakistan, ha provocato la morte di almeno 93 persone persone mentre queste erano raccolte in preghiera.

La moschea si trova in uno dei luoghi più controllati della città nei quali risiedono gli uffici dell’intelligence e dell’antiterrorismo del Paese.

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Il primo ministro pakistano Shehbaz Sharif ha detto che lo scopo dei terroristi è creare paura prendendo di mira coloro i quali difendono il Paese”. Ha aggiunto poi che i responsabili dell’attacco “non hanno nulla a che fare con l’Islam” e che “un’intera nazione è unita contro la minaccia del terrorismo“.

Dietro l’attacco suicida, che i media pakistani disegnano come uno dei peggiori avvenuti negli ultimi anni, ci sarebbero i militanti del Tehrik-i-Taliban Pakistan (TTP), un gruppo di matrice talebana che opera dal 2007 al confine tra Afghanistan e Pakistan, già noto in passato per aver organizzato attentati terroristici a Peswahar, tra cui la strage nella scuola Pubblica Militare che causò la morte di 145 persone.

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L’attacco non è stato rivendicato dalle milizie del TTP, ma molti indizi portano a concludere che il gruppo talebano abbia messo in piedi questo attacco per rivendicare la morte del loro ex leader Omer Khalid Khorasani, ucciso lo scorso agosto a seguito di un attacco dinamitardo lungo le strade di Paktika, situata nel distretto afghano di Barmal, a pochi km dal confine pakistano.

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