Periodo di quarantena ridotto da 14 a 10 giorni? Ecco cosa pensano le istituzioni

Conte sottolinea che non si tratta di una scelta meramente politica

Il 15 settembre verrà affrontata in una riunione del comitato tecnico scientifico una questione abbastanza spinosa, ovvero la riduzione della quarantena da 14 a 10 giorni. Al termine del vertice Med7 svoltosi ad Ajaccio, infatti, il premier Conte ha voluto specificare che “La durata della quarantena è una valutazione che deve essere primariamente rimessa agli esperti del Comitato tecnico scientifico“.

A riguardo, c’è un dibattito internazionale, poiché l’OMS consiglia ancora oggi un periodo di 14 giorni in un’ottica cautelativa, anche se alcuni Paesi stanno valutando l’ipotesi di ridurre tale lasso di tempo. La decisione, però, come ha sottolineato ancora il presidente del consiglio, non è “meramente politica” perché ci vuole “ll conforto delle valutazioni scientifiche“.

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Il viceministro della Salute Pierpaolo Sileri, addirittura starebbe valutando di imporre un periodo dimezzato, solo  7 giorni ma da terminare con un tampone.  “Così liberi le persone, perché oggi il vero problema è la quarantena dei contatti stretti di un positivo: rischiamo di chiudere troppi in un ufficio, un ristorante o qualunque altra attività, mettendo in quarantena persone che stanno bene per il dubbio che siano asintomatici e positivi”.

L’OMS invita alla cautela

Di diverso avviso Ranieri Guerra, direttore aggiunto dell’OMS, che si augura nessuno Stato decida da solo in merito, in quanto non lo ritiene opportuno: “Serve un confronto serio da parte degli scienziati. C’è la necessità di concertazione soprattutto quando si parla di frontiere condivise e di curve in rialzo”. Riguardo alla decisione della Francia di ridurre il periodo di quarantena, basandosi sull’assunto del comitato scientifico francese riguardo all’abbassamento del rischio di contagio dopo i primi cinque giorni, Guerra ha dichiarato:  “Mi auguro che abbiano prove solide da presentare”.

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Per il dottore, infatti, il periodo di quarantena potrebbe sì essere ridotto, ma almeno a 10 giorni e non a 7. È il periodo minimo per tenere sotto controllo anche gli asintomatici, perché ad oggi non esistono prove del fatto che la scarsa sintomatologia possa esser collegata all’assenza di danno.

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