Peste Nera, il ritorno della “Grande Moria”

Yersinia_pestis

 

Caso di peste riscontrato in una regione della Cina dell’Ovest, dove un uomo è deceduto ed un’intera città è stata posta in quarantena

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Non si celano né streghe né alcun artificio demoniaco dietro la morte dell’uomo di 38 anni. All’origine dell’infezione, vi è una marmotta.

L’uomo, abitante di Yumen -una cittadina di 30 mila abitanti sita nella parte occidentale della Cina, nella regione di Gansu- venne, nei giorni precedenti la sua dipartita, in contatto con un animale morto (una marmotta per l’appunto). Fu condotto in ospedale in condizioni critiche, stando a quanto raccontato dai medici della struttura (posta anch’essa in quarantena).

Al momento, non vi sono ulteriori vittime, tuttavia, alcuni quartieri della città sono stati isolati e insieme ad essi anche un’area della città vicina, Chijin. Nessuno era autorizzato ad abbandonare e ad accedere nella zona posta sotto osservazione, la quale fu presidiata da agenti e posti di blocco. Recentemente, le misure atte alla prevenzione sono state smorzate, anche se restano sotto stretta sorveglianza i 150, fra amici e parenti, che vennero a contatto con la vittima.

Giunge per di più, la notizia di una probabile epidemia di peste in Madagascar. La regione, comunque, non è nuova alle rivelazioni del morbo. Nel 2013 furono circa 50 le vittime. 84 i casi in quattro dei 112 distretti del Paese, dove si erano verificate forme di peste polmonare, quest’ultima è più difficile da trattare, rispetto alla bubbonica (nell’eventuale caso può essere rallentato lo sviluppo della malattia con la somministrazione di antibiotici), poiché in grado di uccidere in soli 3 giorni.

La malattia infettiva che nel XIV secolo aveva falcidiato circa un terzo della popolazione Europea, è determinata da un batterio –Yersinia pestis– Il quale colpisce i tessuti linfoidi nell’uomo, annullando la capacità di difesa dei linfociti. Il contagio può avvenire attraverso le punture delle pulci dei ratti, o tramite il morso degli stessi roditori. Può persino diffondersi da uomo a uomo per via di parassiti infestanti come i pidocchi. Per quanto riguarda la peste bubbonica, il periodo di incubazione va dai 2 ai 12 giorni. I sintomi sono, cefalea, debolezza, febbre alta, nausea,fotosensibilità e delirio. Inoltre, le zone punte dalle pulci, si ingrossano e infettano, sino a trasformarsi in veri e propri bubboni -da qui deriva l’appellativo “bubbonica”- e petecchie. Per contrastare l’affezione provocata dal batterio, è necessaria la somministrazione di antibiotici come streptomicina o gentamicina. Importante è soprattutto l’isolamento dei contagiati.

L’ultimo caso di peste nel mondo, fu proprio quello che coinvolse il Madagascar.

Si potrebbe senz’altro affermare che la peste non ci lasciò mai, veramente. Oltre all’impronta viva che tuttora persiste nel nostro immaginario, grazie ad opere come quella manzoniana, in realtà, annualmente nel mondo si verificano circa 1000 casi di peste e in modo particolare in Asia e in Africa.

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