Peter Lloyd: l’uomo affetto da ipersensibilità elettromagnetica

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Peter lavorava come personal trainer. All’epoca, aveva 20 anni, già si rendeva conto che c’era qualcosa che non andava. Quando si trovava nei pressi di apparecchiature elettroniche non riusciva più a parlare né a muoversi. Egli stesso racconta “A 20 anni ho scoperto i primi sintomi, in prossimità di computer o strumenti elettronici avevo quello che è stato definito blocco del pensiero. Non riuscivo a parlare, a muovermi, era come se il mio corpo non rispondesse più a nessun comando”.

Sono anni ormai che Peter Lloyd vive in isolamento, leggendo circa 100 libri l’anno, usando solo una cucina a gas per preparare i pasti e per riscaldare l’acqua per lavarsi; la sera accende le candele per farsi luce e chi va a fargli visita deve lasciare fuori tutto ciò che ha di elettronico, persino l’orologio.

Peter Lloyd, infatti, non può guardare la tv, né ascoltare musica; né tanto meno può usare il cellulare o il computer; non può connettersi ad internet perché anche il wi-fi è per lui un problema.

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Se Peter entra in contatto con una qualsiasi fonte di elettricità il suo corpo si paralizza completamente, ma nonostante ciò nessun medico ha voluto riconoscergli ufficialmente la sindrome da ipersensibilità elettromagnetica.

La sindrome da ipersensibilità elettromagnetica (EHS) o Elettrosensibilità (ES) non è altro che una reazione dell’organismo ai campi elettromagnetici, come quelli emessi dagli elettrodomestici di uso quotidiano e dai pc, cellulari, ripetitori di telefonia, etc …

Questa sindrome provoca, in chi ne è affetto, emicrania, spasmi muscolari, difficoltà a concentrarsi, forti dolori al petto, malessere fisico e psicologico generalizzato fino ad arrivare a veri e propri “blocchi del pensiero”. A livelli estremi, come nel caso di Peter Lloyd, conduce a paralisi fisica.

Questa malattia non è però ancora riconosciuta ufficialmente: Peter è stato sfrattato dall’appartamento nel quale vive in clausura e verrà trasferito in un ospedale. L’uomo ammette “Sono molto spaventato, ho paura delle conseguenze che le macchine mediche potranno avere sul mio organismo”.

In merito alla sindrome da ipersensibilità elettromagnetica, l’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, ha dichiarato che “L’ipersensibilità elettromagnetica non ha un chiaro criterio diagnostico e non esiste alcuna base scientifica che leghi i sintomi della EHS con l’esposizione alle onde dei dispositivi wireless”.

Sarebbe buona norma ridurre o annullare le comunicazioni senza fili nei luoghi chiusi e l’utilizzo di dispositivi wireless sia in casa che nelle scuole, soprattutto se ci sono bambini, i quali sono più suscettibili alle radiazioni in quanto la loro parete cranica è meno spessa di quella degli adulti.

A volte forse ... un po’ sopra le righe, ma questa caratteristica mi permette di adattarmi alle situazioni più varie. Sono Carmela Giordano, ma preferisco essere chiamata Carmen, ormai è tutta la vita che mi presento così e a volte mi sbagliano anche i documenti, ma non fa niente, si correggono. Nel 2001 mi laureo il psicologia presso l’ateneo di Urbino. Il lavoro di tesi mi porta ad avvicinarmi ad un mondo “senza parole” fatto di sensazioni, ad un mondo dove … “non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi” (da Il piccolo principe). Divento insegnante di massaggio infantile e socia dell’AIMI, Associazione Italiana Massaggio Infantile. Negli anni, conseguo altre certificazioni, perfezionamenti e specializzazioni. Con la tesi di specializzazione, discussa nel novembre del 2008, riesco ad unire le due passioni della vita: il teatro, con lo studio del "Metodo Stanislavskij" e la psicologia, con l’ottica Funzionale. Nel tempo mi sono occupata di tanti ambiti diversi: clinica, formazione, psicodiagnosi, marketing ed organizzazione di eventi, editoria ed altro.