Pretermine: definizione, possibili cause e suggerimenti

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Si definisce pretermine un bambino nato prima della 37° settimana di gestazione.

Le cause delle nascite pretermine non sono note, ma possono esistere alcune condizioni patologiche della madre o del feto che ne aumentano i rischi.

Ad esempio, alcune cause materne sono:

  • Infezioni (batteriuria asintomatica, rosolia, citomegalovirus, ecc)
  • Abuso di fumo, alcool e droghe
  • Ipo- ipertensione arteriosa
  • Diabete mellito, ipertiroidismo
  • Gestosi, pre-eclampsia
  • Età materna troppo giovane (<16 anni) o avanzata (>35 anni).
  • Livello socioeconomico basso
  • Assistenza inadeguata
  • Peso corporeo incongruo

Mentre alcune cause fetali possono essere:

  • Sofferenza fetale
  • Gravidanza Multipla

Altre situazioni di rischio possono essere legate a cause placentari,  Placenta previa e Distacco di placenta, cause uterine Anomalie congenite, e ad altre cause, Rottura prematura delle membrane amniotiche.

Il bambino che nasce prima del termine si trova catapultato nel mondo esterno senza essere adeguatamente preparato ad affrontare tutto ciò che si trova al di fuori dell’utero materno.

Gli organi del bambino sono, quindi, immaturi ed impreparati ed il neonato può andare incontro a numerose difficoltà:

a)      Difficoltà a mantenere un’adeguata temperatura corporea per questo si richiede la permanenza del neonato in incubatrice che ha proprio la funzione di creare le opportune condizioni ambientali per il bambino.

b)      Difficoltà respiratoria legata all’immaturità del polmone necessita della terapia che si basa sulla precoce correzione dell’insufficienza respiratoria e del controllo continuo dei gas del sangue. Quando la somministrazione di ossigeno non è sufficiente a correggere i problemi respiratori, si ricorre a tecniche di assistenza più invasive. Con la pressione positiva continua, ad esempio, si introducono piccole cannule nel naso, ma se questa non è sufficiente si ricorre alla ventilazione meccanica che prevede l’introduzione di una cannula nella trachea ed il collegamento con un ventilatore. Grazie alle nuove tecniche di rianimazione neonatale la mortalità per difficoltà respiratoria è notevolmente diminuita.

c)      Difficoltà ad alimentarsi a causa  dell’immaturità dell’apparato gastrointestinale  il neonato pretermine può presentare problemi nell’alimentazione e spesso la nutrizione è fornita somministrando i nutrienti per via venosa. Questo tipo di alimentazione è detta nutrizione parenterale totale. Quando il neonato non è in grado di succhiare e deglutire, condizione frequente nei nati al di sotto delle 32-33 settimane, il latte viene somministrato attraverso un piccolo sondino che dal naso o dalla bocca arriva direttamente nello stomaco (alimentazione per gavage). Appena il bambino è in grado di coordinare respirazione e deglutizione gli viene proposto il seno materno o il biberon.

d)      Rischio di infezioni a causa della scarsa attivazione dei meccanismi di difesa immunitari più bassa è l’età gestazionale maggiore è il rischio di contrarre infezioni.

e)      Retinopatia del pretermine è una malattia legata all’immaturità vascolare degli occhi dei bambini nati prematuri.

f)       Rischio di emorragie cerebrali per la particolare fragilità dei vasi sanguigni del cervello.

g)      Anemia causata spesso da una ridotta produzione di globuli rossi. La terapia consiste nell’apporto di ferro e in alcuni casi può essere necessario ricorrere a trasfusioni di sangue.

h)     Ittero causato da un accumulo di bilirubina nel tessuto sottocutaneo e nelle sclere, è un segno quasi  sempre presente nei primi giorni di vita della maggior parte dei neonati a termine e pretermine. Nella gran parte dei casi é clinicamente irrilevante e non determina effetti patologici immediati o a distanza. In questi casi l’ittero va considerato fisiologico e non richiede alcun trattamento. Quando i livelli di bilirubina superano i valori limite va iniziata la terapia che, nella gran parte dei casi, consiste nel porre il neonato nudo al di sotto di una lampada la cui luce favorisce l’eliminazione della bilirubina dal sangue nell’intestino.

È bene che i genitori possano:

  • toccare il bambino il prima possibile, infondendo in lui la sensazione di contenimento;
  • la mamma può tirare il suo latte e darglielo attraverso la metodica alimentare seguita in terapia intensiva, questo è importante soprattutto per fa sì che la madre non perda il suo latte, mentre il bambino è ancora in incubatrice;
  • effettuare la marsupioterapia che è un metodo assistenziale adottato con i neonati di peso molto basso ed ancora in incubatrice. Consiste nel metterli nudi tra i seni della mamma (e/o nel petto del padre) a diretto contatto con la cute. La marsupioterapia, oltre a permettere un precoce contatto tra madre (padre) e neonato, si è dimostrata un metodo davvero efficace nell’influenzare positivamente lo sviluppo neurologico e psicologico del bambino;
  • personalizzare la culla del bambino con un oggetto che possa essere attaccato o posto sopra all’incubatrice e che la farà apparire più accogliente;
  • collaborare alla cura dell’igiene del piccolo e/o alla somministrazione di farmaci, quando possibile, ciò farà sentire partecipi ed utili i genitori;
  • partecipare all’allattamento anche col gavage farà sentire al piccolo che il nutrimento non è un atto puramente meccanico, ma un momento in cui si riceve cibo e anche tante coccole …

Per chi avesse il desiderio di emozionarsi un po’……

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A volte forse ... un po’ sopra le righe, ma questa caratteristica mi permette di adattarmi alle situazioni più varie. Sono Carmela Giordano, ma preferisco essere chiamata Carmen, ormai è tutta la vita che mi presento così e a volte mi sbagliano anche i documenti, ma non fa niente, si correggono. Nel 2001 mi laureo il psicologia presso l’ateneo di Urbino. Il lavoro di tesi mi porta ad avvicinarmi ad un mondo “senza parole” fatto di sensazioni, ad un mondo dove … “non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi” (da Il piccolo principe). Divento insegnante di massaggio infantile e socia dell’AIMI, Associazione Italiana Massaggio Infantile. Negli anni, conseguo altre certificazioni, perfezionamenti e specializzazioni. Con la tesi di specializzazione, discussa nel novembre del 2008, riesco ad unire le due passioni della vita: il teatro, con lo studio del "Metodo Stanislavskij" e la psicologia, con l’ottica Funzionale. Nel tempo mi sono occupata di tanti ambiti diversi: clinica, formazione, psicodiagnosi, marketing ed organizzazione di eventi, editoria ed altro.
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