Pubertà prematura: storia di un bimbo indiano

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La pubertà è la fase che segna il passaggio dall’infanzia all’adolescenza e che conduce alla maturità sessuale e alla capacità di riprodursi.

È, quindi, un delicato periodo di cambiamento somatico, ormonale e psicologico.

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Avviene, normalmente, tra gli 8 e13 anni nelle femmine e tra i 9 e14 anni nei maschi.

Ma è mai possibile, allora, che un bambino, di solo un anno e mezzo, presenti tutti i segni di uno sviluppo puberale?

Questa è la storia di un bambino indiano, che già ad un anno e mezzo mostrava tutti i caratteri della pubertà: acne, abbassamento della voce, aumento delle dimensioni del pene e dei testicoli, aumento dell’aggressività.

Il bambino è, infatti, affetto da “pubertà prematura”.

Per circa due anni, i medici, del Jawaharlal Institute of Postgraduate Medical Education and Research di Puducherry, hanno cercato di tenere sotto controllo lo sviluppo puberale attraverso cure farmacologiche ed iniezioni che contenessero ed abbassassero i livelli di ormoni maschili nel sangue, purtroppo senza ottenere particolari benefici.

Hanno optato, quindi, al compimento del terzo anno del bambino, per un intervento chirurgico celebrale, in quanto si era riscontrato una quantità di tessuto eccessiva a livello dell’Ipotalamo, la parte del cervello che libera gli ormoni dalla ghiandola pituitaria.

Il bimbo, che ora ha tre anni e qualche mese, ha risposto bene all’operazione: i valori ormonali sono scesi al normale livello della sua età.

Il dottor Roopesh Kumar, che ha guidato il team dei medici dell’ospedale, ha affermato che il bambino operato non dovrebbe avere bisogno di ulteriori cure.

A volte forse ... un po’ sopra le righe, ma questa caratteristica mi permette di adattarmi alle situazioni più varie. Sono Carmela Giordano, ma preferisco essere chiamata Carmen, ormai è tutta la vita che mi presento così e a volte mi sbagliano anche i documenti, ma non fa niente, si correggono. Nel 2001 mi laureo il psicologia presso l’ateneo di Urbino. Il lavoro di tesi mi porta ad avvicinarmi ad un mondo “senza parole” fatto di sensazioni, ad un mondo dove … “non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi” (da Il piccolo principe). Divento insegnante di massaggio infantile e socia dell’AIMI, Associazione Italiana Massaggio Infantile. Negli anni, conseguo altre certificazioni, perfezionamenti e specializzazioni. Con la tesi di specializzazione, discussa nel novembre del 2008, riesco ad unire le due passioni della vita: il teatro, con lo studio del "Metodo Stanislavskij" e la psicologia, con l’ottica Funzionale. Nel tempo mi sono occupata di tanti ambiti diversi: clinica, formazione, psicodiagnosi, marketing ed organizzazione di eventi, editoria ed altro.