Pulsano – Di Lena:”Ecco come contrastare il Randagismo”

Per il randagismo nuove idee e un maggior impegno delle forze politiche

L’intervento del Consigliere Indipendente Angelo Di Lena

Il Consigliere Indipendente del Comune di Pulsano, Angelo Di Lena, ha così proferito in merito al problema del randagismo: “Spero che torni a riunirsi presto la Commissione regionale affinché si possa discutere sul randagismo, ad alcuni aspetti relativi alla tutela degli animali, all’affetto di questi e al contrasto del fenomeno stesso.

Le principali proposte a livello politico regionale – prosegue Di Lena – vogliono dare una risposta alle numerose associazioni e movimenti animalisti che chiedono, da tempo, d’essere legittimate a poter svolgere la loro vocazione in favore degli animali“.

Un problema ben evidenziato dal Consigliere Indipendente, Angelo Di Lena, il quale ha voluto condividere il suo punto di vista in merito a quanto dianzi riportato. “Allargare la platea della associazioni animaliste iscritte all’Albo regionale della Associazioni per la protezione degli animali – esordisce Di Lena – è, sicuramente, un passo importante perché consente loro di poter partecipare alla gestione dei canili, svolgendo il ruolo di volontari. Ma – proferisce – contro il randagismo occorre mobilitarsi di più.

Contribuire a rendere efficace la lotta al randagismo in Puglia, solo accudendo gli animali nei canili, non basta. Occorre – indica sapientemente – pensare a creare una rete di controlli più efficaci e, al contempo, servizi per la tutela di tutte le specie animali“.

Di Lena, un politico sempre attento alle problematiche del suo paese (e non solo), il quale ha già pronta una soluzione in merito al problema in oggetto.

Penso, ad esempio, alla realizzazione di un pronto soccorso locale, a Pulsano, gestito da ragazzi del loco.

Prendendo spunto da alcune città – spiega – gestito da concittadini volontari, dove gli animali possono essere soccorsi senza dover morire, con un numero telefonico cui potersi sempre rivolgere. I numeri verdi che rimandano al capoluogo o a sedi nazionali non sempre possono fornire un servizio rapido come occorre di solito fare. Parlo, comunque, di volontariati, veterinari legittimati e riconosciuti nella loro opera, lontani da logiche di mercato in un settore così delicato.

Il Comune – prosegue – potrebbe fare la sua parte anche in ciò, dando supporto e sostegno a questa iniziativa che coinvolge i giovani, aiutandoli in questo progetto importante per il benessere della nostra comunità.
In merito alla gestione dei canili, sia pubblici che privati, sul quale a suo tempo mi sono espresso, ritengo importanti le proposte di modifica che sono discusse a livello nazionale. La vigente normativa – commenta – favorisce lo sviluppo di meccanismi speculativi e ingiustificatamente lucrativi sulla pelle degli animali da tutelare.
Il modello Roma dove il gestore privato Avcpp per un quindicennio ha intascato l’80% dei 4.200.000 euro annualmente ricevuti a titolo di stipendi d’oro e solo il 10% è stato destinato al mantenimento dei cani detenuti costituisce l’esempio negativo di tutto ciò.

E, allora, è opportuno valutare – anche a livello locale – con attenzione, gli affidamenti diretti in convenzione, i bandi e vietare l’erogazione dei finanziamenti pubblici a soggetti esterni sia essi rappresentati da società o associazioni od onlus che non mostrano affidabilità, al fine di evitare la spartizione dei fondi tra stipendi e consulenze d’oro (e agli animali solo le briciole).
In questo, in Italia – prosegue – potremmo prendere come esempio virtuoso l’Olanda che vanta il titolo di non avere animali randagi senza usare la soppressione per raggiungere questo esito.

L’Olanda ha raggiunto l’obiettivo di far vivere degnamente tutti gli animali, con 4 cambiamenti principali – elenca Di Lena –

1) Consapevolezza;

2) Disincentivare l’acquisto di animali attraverso tasse e imposte piuttosto elevate;

3) Leggi severe e sanzioni gravi per abuso e abbandono degli animali;

4) Sterilizzazione massiccia e obbligatoria.
Ecco perché ritengo importante internalizzare il servizio assegnando, quindi, la gestione dei canili e gattili all’Amministrazione locale coadiuvata dalle associazioni animaliste virtuose con una serie di agevolazioni: dare un contributo per adozione animali mediante compensazione Tari o vitalizi, obbligatorietà dell’adottante a visite periodiche presso strutture veterinarie Asl e controlli a sorpresa del personale amministrativo dell’Ufficio Diritti Animali coadiuvato da volontari; tali agevolazioni sono vincolate al buono stato di salute dell’animale.

Sollecitare, inoltre, le Pubbliche amministrazioni e gli Enti locali all’applicazione di norme e leggi concernenti la sterilizzazione degli animali, così come previsto dalla legge 281/91 e dalla Finanziaria 2007.
E, infine – termina il suo discorso – cosa per me importantissima, rendere obbligatorio l’allestimento di telecamere di videosorveglianza h24 in grado di trasmettere immagini a qualsiasi computer attraverso Internet nelle aree di detenzione degli animali.

E’ necessario DARE UNA CASA AI CANI ANCORA SENZA PADRONE e, allo stesso modo, permettere un sostanziale risparmio nelle casse comunali. Un progetto ambizioso – proferisce concludendo – ma realizzabile!“.

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